Ieri, nel carcere di Terni, ha avuto luogo il primo colloquio intimo in un carcere italiano; un «piccolo miracolo organizzativo», almeno secondo Giuseppe Caforio, garante dei detenuti dell’Umbria. I detenuti del Magazzino ordini fissi hanno imbiancato la “stanza dell’affettività” , ricavata accanto all’area colloqui con gli avvocati, hanno allestito un bagno di fortuna, un letto matrimoniale, una televisione e un tavolino con due sedie. Uno di loro, appassionato di pittura, ha realizzato anche un murales con cuori, cigni e la scritta “Ti amo”.
A beneficiare dello spazio è stato un uomo campano di sessant’anni che, due mesi fa, aveva vinto un ricorso al tribunale di Sorveglianza di Spoleto. Il giudice aveva accolto le sue richieste, dichiarando illegittimo il divieto alle visite in carcere dei partner senza la sorveglianza a vista della polizia penitenziaria. La struttura detentiva ha avuto due mesi di tempo per creare un’area apposita, e ieri il recluso e la compagna hanno potuto trascorrere due ore nella più totale privacy. La porta era chiusa, ma non a chiave, e un agente ha piantonato la camera ma, dopo le perquisizioni, i due sono stati liberi.
Una stanza per colloqui intimi tra detenuti e partner: la prima è nel carcere di Terni
Lo stesso Caforio si è recato a Terni per un sopralluogo e ha dichiarato: «Tutto si è svolto in maniera regolare, come sperimentazione è andata molto bene». Già nei prossimi giorni ci saranno altri incontri, che possono essere richiesti una volta al mese. Il prossimo detenuto che usufruirà della stanza sarà un romano di cinquantotto anni, in carcere dal 2024. Le “prenotazioni” sono già molte; al momento la stanza dell’amore di Terni è l’unica in tutta l’Umbria, una delle trentadue su tutto il territorio nazionale, predisposte a questo tipo di colloqui.
Federica Checchia
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