È un momento delicato per Elon Musk, il fondatore di Tesla. Nonostante il presidente della società Robyn Denholm abbia smentito la notizia secondo cui il cda starebbe cercando di sostituirlo alla guida del timone, il fatto che Donald Trump abbia ammesso la necessità che il patron debba concentrarsi maggiormente sulla sua azienda, lo mette di fatto di fronte all’opportunità di fare un passo indietro. Ne sono convinti gli analisti, i quali riconoscono comunque il fatto che il presidente americano abbia invitato il multimiliardario a rimanere nel suo team e che qualsiasi mossa del consiglio di amministrazione per estromettere Musk sarebbe sconvolgente, dato il ruolo carismatico che il 53enne riveste all’interno del gruppo e la sua quota azionaria.

La notizia che il cda di Tesla starebbe contattando dei cacciatori di teste per la ricerca di un nuovo amministratore delegato, riportato dal Wall Street Journal, è stata subito smentita da Denholm che in un post su X ha precisato: “Nella giornata di oggi, alcuni media hanno erroneamente riportato la notizia secondo cui il consiglio di amministrazione di Tesla avrebbe contattato alcune società di reclutamento per avviare la ricerca di un nuovo amministratore delegato”.

La smentita

Per il presidente della società, “è assolutamente falso” e anzi “il CEO di Tesla è Elon Musk e il consiglio di amministrazione ha piena fiducia nella sua capacità di continuare a portare avanti l’entusiasmante piano di crescita”. Secondo il Wsj, la volontà del cda sarebbe in realtà la risposta al crollo delle vendite della casa automobilistica e all’impegno di Musk con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Il crollo

All’interno del settore, la quota di mercato di Tesla è scesa al 43%, poiché deve affrontare un’intensa concorrenza da parte delle case automobilistiche cinesi e americane. In aggiunta alla pressione, i dazi statunitensi minacciano la competitività della produzione di batterie di Tesla, rendendo la produzione locale più cruciale che mai.

E questa sfida è al centro della questione. “Le tensioni commerciali esacerbate dai dazi imposti durante l’amministrazione Trump stanno complicando le cose”, hanno osservato gli analisti. Di conseguenza, sta diventando difficile fare previsioni di vendita chiare per il resto dell’anno in mezzo a tale incertezza.

Al momento, non sono previsti nuovi modelli Tesla. Il ritorno di Musk alle operazioni quotidiane mesi dopo è stato visto come uno sviluppo importante, ma l’azienda è chiaramente sotto pressione. Ci sono diversi problemi da risolvere e non è chiaro come affrontarli in modo efficace.

Il primo e più importante problema è la percezione pubblica: i sondaggi mostrano che il 60% dei consumatori ha un’opinione sfavorevole di Musk, il che influisce direttamente sul modo in cui le persone vedono il marchio EV. Ciò è particolarmente preoccupante in mercati chiave come la California e l’Europa, dove Tesla era un tempo molto popolare, ma ora sta affrontando un contraccolpo organizzato.

Produttori cinesi come BYD, giganti americani come General Motors e case automobilistiche coreane come Hyundai stanno lanciando nuovi modelli innovativi. La quota di mercato di Tesla è scesa al 43% nel primo trimestre, rispetto al 75% di soli tre anni fa. Si prevede che i prossimi mesi saranno critici, non solo per Tesla, ma per l’intero mercato dei veicoli elettrici.