Luis Antonio Gokim Tagle, è stato “battezzato” il Cardinale bambino perché divenne sacerdote a 24 anni dopo essere entrato in seminario giovanissimo. Nel 1997 fu il più giovane membro della Commissione teologica Internazionale e quando Ratzinger, all’epoca, lo presentò a Giovanni Paolo II, il Papa Polacco, ironicamente, gli chiese se avesse già fatto la prima comunione. Inoltre, nel 2013 fu il cardinale più giovane nel conclave da cui uscì Papa Francesco.
Proviene da una famiglia cattolica della classe media di Manila e a giugno compirà 68 anni. La madre aveva origini cinesi, cosa che lo ha spinto a dire «io ho il DNA del migrante. Quelli che hanno paura di migranti o rifugiati hanno avuto pochissimi incontri personali con loro. Non conoscono le persone che temono». A 16 anni è entrato in seminario abbandonando l’idea di diventare medico, e da allora ha fatto piuttosto in fretta: sacerdote a 25 anni, vescovo a 44, cardinale a 55. Ratzinger lo aveva notato già negli anni Novanta e lo aveva chiamato a far parte della Commissione Teologica Internazionale del Vaticano, un importante organo consultivo in materia di teologia.
Amato in tutto il suo continente, Tagle era tra i papabili già nel 2013, anche per quello stile semplice con il quale proponeva l’immagine di una Chiesa nuova, fresca, diversa da quella ingessata del vecchio continente, per fare un esempio. Da allora è stato poi chiamato a Roma da Papa Francesco come capo di Propaganda Fide, divenendo il cosiddetto ‘Papa rosso’, proprio per il potere di questa figura nella Chiesa.
Tagle ha 67 anni e il passo giusto per salire al soglio pontificio. Il primo punto a favore è la vicinanza e la grande fiducia che Bergoglio aveva in lui. Di lui colpiscono il sorriso aperto, la simpatia e l’empatia. Del suo percorso sacerdotale, da umile parroco a influente cardinale, si conoscono le prese di posizione a favore degli ultimi, la più famosa quella del 2008, l’invettiva contro “il dio profitto”. Baluardo nella difesa della vita e della fede: no all’aborto, no alla contraccezione, no all’ateismo «pratico». Progressista sul rapporto tra la Chiesa e i divorziati, i risposati e le persone Lgbt, «perché – ha sempre sostenuto – nessuna anima può essere abbandonata». Pur non avendo nascosto critiche sulla comunione per le coppie che convivono e anche sui temi legati all’omosessualità.
Infine, è il porporato da 600 mila followers. Non servono certo i like per diventare Papa, ma la sua capacità di trasmettere valori di fede e idee cristiane anche attraverso i social fanno di Tagle un ministro di Dio moderno. Anzi contemporaneo.





