Un detto molto popolare recita «A caval donato non si guarda in bocca», e Donald Trump sembrerebbe intenzionato a rendergli onore. La faccenda, tuttavia, potrebbe non essere così semplice. Il regalo in questione è un lussuoso Boeing 747-8 con cui la famiglia reale del Qatar intende omaggiare il tycoon, e che potrebbe diventare il nuovo Air Force One, ovvero l’aereo presidenziale.
Un presente decisamente generoso, e altrettanto problematico. I Democratici hanno infatti richiesto un’indagine rispetto al «più grande regalo mai ricevuto da un presidente da un governo straniero», ritenendolo incompatibile con la legge statunitense. Il velivolo, in effetti, ha un valore stimato di oltre quattrocento milioni di dollari. Trump, tuttavia, sostiene che un dono gratuito porterebbe a un grande risparmio per le casse del Paese che, almeno per un po’, non dovrebbero sovvenzionare l’acquisto di un nuovo aeromobile di Stato.
Le critiche a Trump per il possibile nuovo Air Force One donato dal Qatar

Le critiche al regalo sono in realtà soprattutto su un piano etico. Molti considerano il Boeing come un tentativo di “ingraziarsi” uno degli uomini più influenti del mondo. Al termine del mandato, infatti, il mezzo resterebbe di proprietà di Trump. Robert Weissman, presidente dell’ONG Public Citizen, ha affermato al New York Times: «Anche in una presidenza caratterizzata dalla truffa, è una mossa scioccante. Rende evidente il fatto che la politica estera degli Stati Uniti con Trump sia in vendita».
L’amministrazione si è difesa dichiarando impossibile alcuna corruzione, e negando qualsiasi provvedimento in favore della famiglia reale o della nazione. A parlare a nome del presidente è stata la procuratrice generale Pam Bondi, che, però, in passato aveva lavorato come lobbista proprio per il governo del Qatar.
Il “palazzo nel cielo”
Donald Trump aveva visitato l’aereo qualche mese fa, mentre si trovava all’aeroporto di Palm Beach. Già allora, la stampa si era sbilanciata circa la possibilità che il Boeing diventasse il nuovo Air Force One. Inoltre, una ditta con sede proprio in Florida era stata incaricata di adattarlo ad uso del magnate.
D’altronde, è risaputo che il presidente sia piuttosto seccato per i ritardi nella consegna di due velivoli di Stato commissionati nel 2018, durante il suo primo mandato. Il loro arrivo, previsto in origine per il 2024, è slittato al 2029, e neanche l’intervento di Elon Musk avrebbe accelerato i tempi. Proprio per questo motivo il Boeing 747-8, definito «un palazzo nel cielo», dotato di ogni comfort e decisamente sfarzoso, sarebbe per lui un’alternativa più che gradita per lui.
Federica Checchia
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