Nel corso del suo viaggio in Cina, e più precisamente mentre era in visita alla Muraglia cinese, il presidente Gustavo Petro ha annunciato che la Colombia entrerà a far parte della “nuova Via della Seta”, il grande progetto infrastrutturale che prende il nome di Belt and Road Initiative (BRI). Si tratta di un grande cambiamento per quanto riguarda la politica estera del Paese. Da decenni, infatti, è uno dei maggiori alleati degli Stati Uniti nell’America Latina, nonché il più costante.

L’amministrazione di Petro, il primo presidente di sinistra della storia colombiana, ha portato però a un progressivo allontanamento dalla controparte americana. Anche i duri scontri con Donald Trump hanno contribuito all’incrinarsi del rapporto.

I rapporti tesi tra Colombia e Stati Uniti

Belt and Road Initiative è una colossale iniziativa che il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato nel 2013. Essa prevede l’investimento di centinaia di miliardi di dollari in vari Paesi per rafforzare le infrastrutture commerciali nel mondo e, implicitamente, per aumentare l’influenza della Repubblica Popolare Cinese in Africa, Asia e America Latina.

Oltre due terzi dei Paesi dell’America Latina appartengono alla BRI. Tra questi, ci sono l’Argentina, il Perù, il Venezuela, il Cile, l’Ecuador, l’Uruguay e parte degli Stati dell’America Centrale. La Colombia aveva sempre evitato l’ingresso proprio per via del rapporto politico ed economico preferenziale con gli Stati Uniti, un legame che interessa soprattutto la sicurezza e la lotta al narcotraffico.

A gennaio, però, il governo statunitense ha inviato in Colombia due aerei con a bordo alcune persone migranti espulse. Inizialmente l’amministrazione colombiana ha impedito l’atterraggio del velivolo, ma Trump ha risposto con dazi del 25%. Da allora, Petro ha iniziato a parlare della possibilità di cambiare i rapporti commerciali tra i due Paesi e della necessità di cercare nuovi alleati. Necessità di cui la Cina ha saputo ben approfittare.

Federica Checchia

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