Una vera e propria incubatrice umana. Accade ad Atlanta, dove una ragazza, Adriana Smith, è costretta a portare a termine una gravidanza nonostante la sua morte cerebrale. Lei è stata infermiera dell’Emory University Hospital della città, dove conduceva una vita normalissima con suo marito e suo figlio. Ora è incinta alla 22esima settimana, ma dovrà necessariamente proseguire la gravidanza fino alla 32esima, costretta da una folle legge nazionale.

Atlanta, Adriana Smith costretta a partorire nonostante la morte cerebrale

La storia ha inizio lo scorso febbraio 2025: Adriana, incinta di quasi nove settimane, accusa forti mal di testa. Decide dunque di recarsi al Northside Hospital della città dove, una volta presi dei farmaci, torna a casa. La tragedia arriva la mattina dopo, quando il suo compagno, svegliato da uno strano respiro nel sonno, non riusciva a svegliarla. Ha chiamato così immediatamente un’ambulanza, che l’ha trasportata all’ospedale dove lavorava. Qui i medici scoprono che Adriana è cerebralmente morta a causa di coaguli di sangue irreversibili nel cervello.

Da qui inizia il calvario: l’ospedale si è appellato alle restrizioni sull’aborto in Georgia e ha portato il corpo di Adriana Smith in terapia intensiva. Qui è, ancora oggi, attaccato ai macchinari che le permettono di respirare e nutrirsi con le flebo. Il tutto è finalizzato a mantenere il corpo in vita fino a quando il feto non diventerà grande abbastanza da sopravvivere fuori dall’utero. Dulcis in fundo, probabilmente le verrà eseguito un cesareo. I familiari si sono immediatamente opposti, ma per loro nessuna giustizia: avranno anche il debito dei costi del trattamento. Intanto vanno a trovarla regolarmente, portando con se il primogenito di 5 anni, che è convinto che la madre stia dormendo.

Come funziona la legge anti aborto in Georgia

La famiglia è ben consapevole dell’immensa tortura che sta subendo Adriana. Ma, purtroppo, non possono fare nulla per farla uscire da questa situazione e soprattutto concederle la giusta sepoltura. Non a caso la legge sull’aborto in Georgia è detta anche “legge del battito cardiaco”: si tratta di una delle normative in merito più severe degli Usa.

Questa infatti vieta qualsiasi tipo di aborto se viene rilevata quella che si presume sia l’attività cardiaca nel feto, quindi a partire dalle sei settimane di gravidanza. La legge, approvata nel 2019, era rimasta in sospeso perché si scontrava contro la sentenza Roe vs Wade che, invece, riconosce nel 1973 il diritto all’aborto. La Corte Suprema degli Stati Uniti, a maggioranza repubblicana e trumpiana, ha annullato la sentenza nel 2022. Questo ha permesso alla Georgia di far entrare in vigore immediatamente la norma. Adriana potrebbe essere la prima di una lunga serie di donne che diventeranno delle vere e proprie incubatrici umane.

Marianna Soru

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