Ieri sera gli U2 hanno ricevuto la Fellowship of the Ivors Academy, il massimo riconoscimento promosso dall’organizzazione degli autori del Regno Unito; sono la prima band irlandese a ottenerlo. Durante la cerimonia di premiazione, che si è tenuta alla Grosvenor House di Londra, il gruppo ha eseguito una versione acustica di Sunday Bloody Sunday, accompagnato alle percussioni da Larry Mullen. Nell’introdurre il brano dedicato al conflitto tra Inghilterra e Irlanda del Nord, il cantante Bono Vox si è preso qualche minuto per lanciare un appello.
«Solitamente presento la prossima canzone dicendo che non è una canzone di ribellione», ha spiegato ai presenti, «E questo perché credere nelle possibilità della pace era, allora come ora, un atto di ribellione. Alcuni direbbero che era anche un atto ridicolo. Credere che la pace fosse raggiungibile tra il vostro Paese e il nostro, tra il nostro Paese e se stesso era un’idea ridicola perché la pace crea possibilità anche nelle situazioni più ingestibili. Dio sa quante ce ne sono in questo momento».
L’appello per la pace di Bono Vox

Si è poi rivolto direttamente ai destinatari del suo messaggio: «Hamas, libera gli ostaggi. Ferma la guerra. Israele, liberati di Benjamin Netanyahu e dei fondamentalisti di estrema destra che stravolgono i tuoi testi sacri. Voi tutti, proteggete i nostri operatori umanitari. Rappresentano il meglio di tutti noi. Dio, devi essere stanco di noi, figli di Abramo nelle macerie delle nostre certezze. Figli nelle macerie delle nostre vendette. Che Dio ci perdoni».
Pochi giorni fa, il leader degli U2 ha pubblicato The Showman (Stories of Surrender Version), primo singolo estratto dall’EP Stories of Surrender, in uscita il prossimo 30 maggio in formato digitale e in vinile. A completare il disco saranno proprio Sunday Bloody Sunday, insieme a Desire.
Federica Checchia
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