Nello spazio di LetteralMente Donna una donna eccezionale che ha dato un enorme contributo alla vita politica e culturale della Grecia classica. Il suo nome è Aspasia di Mileto e questa è la sua storia.

Aspasia di Mileto, la donna nella Grecia classica

LetteralMente Donna è dedicata ad Aspasia di Mileto, fonte alberonimagazine.it
Aspasia e Pericle, fonte alberonimagazine.it

Nella Grecia classica dell’epoca delle Polis essere donna era spesso una maledizione. Le donne greche non avevano spesso nessuna istruzione se non quella in filatura e tessitura. Il loro compito era quello di sposarsi, di procreare e di non uscire mai di casa se non per i riti religiosi e per i funerali di parenti stretti, Nonostante questo alcune donne seppero di distinguersi nel mondo classico diventando modelli di virtù. Una di questi è senza dubbio Aspasia di Mileto che Plutarco nella sua “Vita di Pericle” descrive come una donna che muoveva “a piacimento gli uomini più importanti dello Stato, forniva ai filosofi l’occasione di parlarne in termini esaltati e in maniera approfondita”.

Scrive di lei invece Luciano di Samosata che: “Non potevamo scegliere un modello di saggezza migliore di quello di Aspasia di Mileto, l’ammirata dell’ammirevole “Olimpio”; la sua conoscenza e intuizione politica, la sua astuzia e profondità, saranno tutte trasferite sulle nostre tele nella loro misura perfetta”. Perfino Platone cita Aspasia nel suo dialogo “Menesseno” dove il suo maestro Socrate afferma di aver imparato da lei la retorica come altri oratori illustri tra cui lo stesso Pericle. Proprio a quest’ultimo nome è indissolubilmente legata la figura di Aspasia di Mileto che ne fu la compagna fino alla morte e del quale si dice abbia scritto i discorsi.

Essere etera nella Grecia Classica

Aspasia era arrivata ad Atene da Mileto grazie al matrimonio della sorella e alla sua parentela con la ricca famiglia degli Alcibiadi. Tuttavia, nonostante entrasse a far parte ben preso della cerchia di Pericle dove ebbe contatti con il grande architetto e scultore Fidia e il filosofo Anassagora, non fu mai una moglie legittima del leader ateniese ma probabilmente la sua etera per la quale Pericle lasciò la moglie. Questo antico termine greco indica colei considerata una compagna, cortigiana e intrattenitrice per gli uomini di alta classe. Erano esse donne libere che pagavano le tasse e per questo erano molto istruite e potevano frequentare chiunque volessero e partecipare a riunioni ed eventi maschili. Esattamente quello che faceva Aspasia ad Atene dove la sua casa, secondo Plutarco, divenne un circolo intellettuale capace di attrarre i più noti scrittori e pensatori dell’epoca.

Nonostante questo ad Aspasia, data la sua unione illegittima con Pericle e soprattutto per colpire il leader ateniese, come era accaduto anche per Fidia ed Anassagora, non mancarono forti accuse. Con lei infatti Pericle era riuscito non solo a trovare una compagna ma anche la persona ideale nell’affiancarlo nella sua volontà di spingere gli ateniesi verso i suoi obiettivi senza mostrare le parvenze di un tiranno. Un fatto che, come accadde a l’eroe della battaglia di Salamina Temistocle, gli sarebbe costato l’ostracismo ossia l’esilio da Atene per 10 anni. Molti per questo, come il poeta comico Cratino, non esitarono a definirla prostituta e ad insinuare che Aspasia di Mileto avesse procurato diverse donne per compiacere Pericle.

Il processo ed una donna senza tempo

L’accusa più grave mossa contro Aspasia di Mileto fu quella di empietà che le fece rischiare la pena capitale. Fu lo stesso Pericle a difenderla con le lacrime agli occhi e a convincere gli ateniesi non solo ad assolverla ma concedere al figlio da lei avuto, Pericle il giovane, ,la cittadinanza ateniese dopo la morte dei suoi figli legittimi. Aspasia sopravvisse cosi come il suo mito che ha influenzato parecchi pittori e letterati a lei postumi. Basti pensare al celebre dipinto “La scuola di Atene” di Raffaello dove Aspasia è raffigurata di profilo e al “Ciclo di Aspasia” di Giacomo Leopardi dove il celebre poeta romantico usa il nome della celebre donna greca come pseudonimo dell’amata Fanny Targioni Tozzetti.

Stefano Delle Cave

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