Notte agitata e all’insegna delle proteste, quella di Belgrado. La capitale della Serbia è stata teatro di forti scontri tra la polizia e diversi manifestanti che si erano riuniti per chiedere le dimissioni del governo di Aleksandar Vučić e nuove elezioni. Secondo le forze dell’ordine, ai cortei hanno partecipato all’incirca trentaseimila persone, ma per gli organizzatori i numeri erano molto più alti.
Polizia e civili si sono scontrati nei pressi di un accampamento di contromanifestanti, sostenuti dal governo. La scelta del 28 giugno come data indicata per i cortei non è casuale: il giorno corrisponde alla festa di San Vito e all’anniversario di una storica battaglia contro l’impero Ottomano, risalente al 1939.
Scontri in Serbia: il presidente Vučić è sempre meno amato

Il presidente, alla guida del Paese dal 2017, ha accusato i dissidenti di essere assoggettati a ordini provenienti dall’estero. Le prossime elezioni dovrebbero avere luogo nel 2027, ma le proteste contro l’operato di Vučić sono sempre più frequenti. Negli ultimi mesi, a seguito della morte di sedici cittadini per il crollo di una tettoia in una stazione ferroviaria a Novi Sad, la seconda città più grande della Serbia, il dissenso è cresciuto ulteriormente. A causa il collasso, secondo diverse persone, sarebbe stata l’incuria dovuta alla corruzione della classe politica.
Federica Checchia
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