Ultimamente, il franchise di James Bond ha subito importanti cambiamenti, da l’uscita di scena di Daniel Craig, al passaggio del franchise ad Amazon, fino alla ricerca di un nuovo regista. Con Denis Villeneuve scelto per dirigere il prossimo film, le aspettative sono in crescita: cosa possiamo aspettarci esattamente da questo nuovo capitolo? Il regista aveva già lasciato intendere la sua visione di Bond circa otto anni fa, ancor prima di essere ufficialmente legato al progetto. Non si è limitato a dire di voler dirigere un film di 007, ma ha anche spiegato come l’avrebbe fatto: meno dialoghi, più azione. E per chiunque conosca il suo lavoro, questo ha perfettamente senso. L’azione, nelle sue mani, non è solo spettacolo, ma qualcosa che racconta. Potremmo essere sul punto di assistere a un mix di tradizione e innovazione mai vista nella storia del franchise.

Villeneuve si è costruito la reputazione di regista che sa come muoversi a cavallo tra blockbuster ad alto budget e narrazioni più personali e artistiche. I suoi film come Blade Runner 2049 e Dune ne sono la prova, dimostrando come immagini e ritmo possano avere un peso ben maggiore di un dialogo costante. Quello che fa è un tipo di narrazione visiva che gli è valsa molti elogi nel corso degli anni. E ora sta applicando lo stesso approccio a James Bond: uno stile che si basa più sulle immagini e sull’azione d’impatto che sulla spiegazione eccessiva di ogni dettaglio attraverso le conversazioni. In un’intervista con CS nel 2017, durante la promozione di Sicario, Villeneuve ha parlato del suo stile e di come vede il cinema. È stato allora che ha dichiarato di essere un fan di lunga data della saga di James Bond e ha spiegato con nonchalance quale sarebbe stata la sua opinione se mai avesse avuto l’opportunità di dirigerla.

Possiamo già intravedere come sarà il James Bond di Denis Villeneuve

Mi piace provare a fare cose diverse, ed ero molto emozionato all’idea di fare un film che richiedesse più azione. Sono cresciuto con James Bond. Adoro i film di James Bond. Mi piacerebbe molto fare un film di James Bond un giorno. L’azione è molto cinematografica. Non sono uno che ama i dialoghi, amo il movimento. L’azione, se ben fatta, può essere molto poetica e significativa“, ha detto. È un’interpretazione piuttosto diversa da quella che abbiamo visto di solito nei film di Bond. I film recenti hanno sicuramente puntato di più sul dramma e hanno cercato di approfondire il personaggio, ma si attengono comunque a una struttura familiare, mescolando l’azione tradizionale con dialoghi più seri, anche se le battute non sono sempre così incisive come una volta.

In Sicario, ad esempio, il regista ha dimostrato come violenza e tensione possano essere rappresentate praticamente senza dialoghi. È una pellicola fatta di lunghe riprese precise e un’atmosfera che coinvolge lo spettatore e lo porta ad una tensione altissima. Questo tipo di approccio rende l’esperienza più immersiva. L’obiettivo è far sentire al pubblico cosa sta succedendo, non che gli venga raccontato. E questo potrebbe rappresentare un vero punto di svolta per un franchise come Bond, dove l’azione è sempre stata al centro dell’attenzione, ma non necessariamente con quel tipo di significato o peso.

Alessandro Libianchi

Fonte: Comicbook; CS

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