Sono stati pubblicati i dati della filatura italiana dello scorso anno. Il settore, purtroppo, non registra un trend positivo: nel 2024 il fatturato è calato del 9,8%, per una perdita di circa 281 milioni di euro. Così, il settore scende a 2,6 miliardi di euro nel primo trimestre del 2025. I dati arrivano in una nota diffusa da Pitti Immagine. Oggi, infatti, si inaugura Pitti Filati 97 (che si terrà dal 1 al 3 luglio alla Fortezza da Basso di Firenze).

Filatura italiana in calo del 9,8%

Il trend negativo registrato nel 2024 continuerà anche nel 2025. Infatti, l’indice di produzione industriale Istat relativo alla filatura spiega che nei primi tre mesi del 2025 è avvenuta una contrazione del -8%. Il risultato arriva soprattutto per il calo del -13,4% dell’attività produttiva in marzo e di quello del -8,5% registrato a febbraio. Mentre mese di gennaio ha contenuto la flessione al -0,1%. Inoltre, se si analizza l’interscambio commerciale con l’estero, il primo trimestre del 2025 si rileva sofferente. L’export a valore archivia una decisa contrazione del -10,8%, che lo porta a 202,4 milioni di euro. Inoltre, anche l’import della filatura è sceso a 198,4 milioni, il che è sintomo di una flessione (-2,1%). Al contrario, per quanto riguarda l’import si evidenzia una dinamica positiva per tutte le tipologie, ad eccezione dei filati misti chimico-lana, che perdono il -38,5%.

Si osserva, inoltre, che il valore della produzione permane in territorio negativo nel 2024, archiviando una contrazione del -9,6%. Per quanto riguarda l’estero, i flussi in entrata e in uscita sono interessati da una dinamica negativa. Calano maggiormente le importazioni, con una variazione negativa del -16,5%, vanno giù a 783 milioni di euro. Allo stesso tempo l’export è sceso a 786 milioni di euro, registra una contrazione pari al -9,4%. Inoltre, i comparti evidenziano una flessione delle vendite estere: filati misti chimico-lana archiviano il calo maggiore, pari al -23,1%, seguiti dai filati di cotone, in perdita del -13%, invece i filati di lino che registrano un -12,3%. Inoltre, i filati di lana pettinata presentano una diminuzione del -10,2%, mentre i cardati contengono la variazione al -2,5%. Infine, palesano una debole perdita (-0,8%) i filati per aguglieria.

Marianna Soru

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