Anche se non siete appassionati di moda o particolarmente attivi sui social, il nome Labubu sicuramente vi dice qualcosa. Amati, odiati, cercati ossessivamente in tutto il mondo, questi grandi portachiavi con le fattezze di animaletti piuttosto inquietanti sono diventati un’ossessione collettiva, e ormai è lotta all’ultimo sangue per acquistare l’esemplare più raro da attaccare a borse e zaini, per sfoggiarlo come un trofeo di guerra.

Questi mostriciattoli pelosi hanno conquistato anche le celebrities, che li hanno indossati persino durante le principali fashion week. Più che un articolo da collezione, sono considerati uno status symbol, da modificare con vestitini colorati, cappellini e accessori, per renderli unici e personalizzati. Ma da dove vengono questi oggetti del desiderio che, con i loro denti a punta hanno conquistato il pianeta in breve tempo?

L’origine dei Labubu

Labubu
I Labubu sono nati dalla mente dell’artista di Hong Kong Kasing Lung

I Labubu nascono da un’idea di Kasing Lung, artista originario di Hong Kong, e fanno parte dell’universo di The Monsters, un universo popolato di creature fantastiche a metà tra la fiaba occidentale e il folklore orientale. Nel 2019 Pop Mart, catena specializzata in blind box, ha deciso di acquistarne i diritti, con l’intento di produrre i famosi pupazzetti.

Un azzardo che si è rivelato vincente: il “brivido” della scatola a sorpresa ha dato il via a una vera e propria caccia al tesoro, aiutata anche da TikTok, dove milioni di utenti hanno iniziato a postare video di unboxing diventati virali in pochissimo tempo. Nel 2024, la popstar e attrice Lisa, membro del gruppo K-pop Blackpink, ha lanciato definitivamente il trend, mostrando sui social la sua collezione di portachiavi, e portandoli con sé anche a premiere ed eventi.

Un’ossessione collettiva

Diverse star internazionali, da Rihanna a Dua Lipa, condividono la passione della cantante thailandese per i Labubu, ma sono le persone comuni ad aver reso questi piccoli mostri un fenomeno culturale. Pop Mart ha deciso di produrre meno pezzi rispetto alla richiesta globale. È una strategia che aumenta l’hype negli appassionati, pronti a combattere per i pezzi più rari ogni volta che un nuovo lotto viene messo in vendita. Il sito ufficiale registra continui solfld out, e i rivenditori fisici vengono presi d’assalto dai fan, che si mettono in fila ore e ore prima per accaparrarsi gli esemplari appena arrivati.

I Labubu originali sono dunque piuttosto introvabili; sono, tuttavia, in forte aumento le loro imitazioni, alcune delle quali decisamente realistiche. Riconoscere un falso, tuttavia, non è difficile, e ci sono degli elementi da prendere in considerazione. Mani e piedi devono essere completamente mobili, per poter fare una rotazione completa. La “S” presente sul moschettone deve essere attaccata alla testa del pupazzo e, sotto il piede, c’è sempre un marchio distintivo, visibile solo attraverso la luce ultravioletta. Piccoli accorgimenti che garantiscono un acquisto sicuro; d’altronde, se Labubu-mania deve essere, che sia almeno per quelli veri.

Federica Checchia

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