La Corte suprema di giustizia dell’Argentina ha autorizzato l’estradizione in Italia di Leonardo Bertulazzi, ex membro delle Brigate Rosse. L’uomo, settantatré anni di cui quarantacinque passati in latitanza, è finito in manette per la prima volta lo scorso agosto, per poi essere rilasciato a novembre a seguito della decisione della Corte di cassazione argentina. Secondo fonti governative del quotidiano Clarín, il presidente Javier Milei dovrebbe confermare l’estradizione e, se così dovesse essere, l’ex birgatista dovrà essere portato in Italia.
L’avvocato Rodolfo Yanzon ha confermato all’ANSA il nuovo arresto, subito dopo il verdetto della Corte. Bertulazzi dovrà scontare una pena di ventisette anni di reclusione, prevista da una sentenza emessa nel 1997. È condannato per vari reati, tra i quali sequestro di persona, associazione sovversiva e banda armata.
Chi è Leonardo Bertulazzi
Nato a Verona nel 1951, nel 1977 è diventato uno dei dirigenti della colonna genovese delle BR, con il nome di battaglia “Stefano”. Sempre quell’anno, è stato uno dei fautori del sequestro di Pietro Costa, membro della famiglia di armatori, proprietari di Costa Crociere. Dopo ottantuno giorni di prigionia, l’imprenditore è stato rilasciato in cambio di un miliardo e mezzo di lire (sette milioni di euro). Quel denaro ha finanziato l’attività criminale dell’organizzazione, ed è servito ad acquistare l’appartamento di via Camillo Montalcini 8 nel quartiere Portuense di Roma, dove è stato poi tenuto prigioniero Aldo Moro.
Nel 1980, invece, ha partecipato a una sparatoria avvenuta a Genova tra brigatisti e polizia, evento che ha dato inizio alla sua lunga latitanza. Bertulazzi ha trascorso gran parte della sua vita a Buenos Aires, fatta eccezione per un breve periodo in carcere, nel 2002.
Federica Checchia
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