La Corte Suprema del Senegal ha infine confermato la condanna per diffamazione del primo ministro Ousmane Sonko, respingendo il suo ricorso per annullare l’obbligo a sei mesi di carcere con sospensione condizionale della pena. Il premier era finito sotto accusa per aver diffamato l’ex ministro del Turismo Mamé Mbaye Niang e, nel 2024, il verdetto non gli aveva permesso di candidarsi alle presidenziali, vinte da Bassirou Diomaye Faye, anch’egli membro della coalizione di opposizione Yewwi Askan Wi, in lingua wolof “Liberare il popolo”.

Chi è il premier Ousmane Sonko

Sonko, cinquant’anni, aveva sfiorato la presidenza nel 2019, arrivando terzo. Nel corso della sua carriera politica è finito in manette più volte per incitamento all’insurrezione e associazione a delinquere. Secondo i suoi sostenitori, quasi tutti di età piuttosto giovane, gli arresti e le accuse nei suoi confronti sarebbero espedienti politici per tenerlo lontano dalle elezioni.

Nell’aprile 2024, appena nominato primo ministro, ha fatto sapere di aver presentato una petizione al ministero della Giustizia per riaprire tutti i casi che lo riguardano. La decisione della Corte ha riaperto il lungo e mai del tutto sopito dibattito circa la sua eleggibilità. Sonko ha già annunciato un nuovo ricorso per un caso che lui non considera chiuso; la condanna, però, sembra essere piuttosto definitiva, e non lascia un grande margine d’azione.

Federica Checchia