La Slovacchia vuole strappare un accordo all’Ue sullo stop alle forniture di gas russo. Bratislava sta portando avanti l’operazione di veto al diciottesimo pacchetto di sanzioni economiche indirizzato alla Russia. Il Paese dell’Est Europa accoglie la maggior parte delle proprie riserve di gas dalla Russia e ha stipulato un contratto da 16 miliardi di euro con il colosso Gazprom fino al 2034. La proposta europea sull’eliminazione graduale dei combustibili fossili provenienti da Mosca entro il 2028 potrebbe rivelarsi catastrofica per le casse slovacche. Il Primo ministro slovacco Fico sostiene “di voler risolvere la questione entro martedì perché le tensioni stanno continuando ad aumentare e coinvolgono tutte le parti”. Ha affrontato la spinosa questione con il cancelliere tedesco Merz, evidenziandogli “che Bratislava avrebbe rimosso il proprio veto soltanto se fosse stato raggiunto un accordo sul divieto del gas”.
La Slovacchia si trova in una situazione scomoda
La Slovacchia non vuole cedere il passo alle richieste dell’Ue sulla graduale diminuzione di combustibili fossili importati dalla Russia. Per sciogliere questo nodo gordiano le istanze di Fico rivolte ai restanti 26 Stati membri riguardano le garanzie di compensazioni economiche nel caso di un aumento dei prezzi del gas russo. In aggiunta a ciò l’assicurazione legale qualora Mosca decidesse di avviare un arbitrato per violazione del contratto. La Slovacchia, quindi, si trova in una situazione scomoda e dovrà attendere il Consiglio dei Ministri degli Esteri europei a cui, però, potrebbe nuovamente girare le spalle se non dovessero essere messe nero su bianco le garanzie sopracitate.
La Slovacchia e la sua dipendenza economica dalla Russia
Il gas russo rappresenta approssimativamente la metà delle forniture di Bratislava. Viene trasportato principalmente dal Turkstream. Questo è un gasdotto inaugurato nel 2020 che passa sotto il Mar Nero e garantisce l’approvvigionamento di questa commodity anche all’Ungheria, altro attore filomoscovita dell’Est Europa. La simpateticità economico-politica di magiari e slovacchi alle vicende russe sta continuando, ormai da diverso tempo, ad infastidire concretamente le cancellerie del blocco europeo occidentale.
Claudio Cucinotta





