Le vertigini dello stambecco di Ivan Villa, edito Lapis Edizioni, è la storia di un’amicizia nata per caso; una riscoperta silenziosa della diversità attraverso la natura, in un’estate apparentemente tacita dove la limpidezza del mondo animale e la purezza del mondo dell’infanzia si incontrano dando vita a un legame silenzioso ma profondo.
Le vertigini dello stambecco, due mondi che si incontrano per rinascere

Quella che l’autore Ivan Villa scrive è una tenera e poetica storia di amicizia fra il mondo animale e quello umano; una storia dove coraggio e tenerezza si incontrano e la diversità di due universi apparentemente incomunicabili diventa rinascita. I protagonisti del libro Le vertigini dello stambecco, edito Lapis Edizioni, sono Arturo e Bastien: Arturo, però, è uno stambecco un po’ diverso dagli altri. Con disapprovazione del padre Oriano, risoluto e tutto ad un pezzo, Arturo non ama scalare o saltare, soffre di vertigini e le sue zampe tremano come foglie quando prova a dominare le vette come il resto del branco.
Quella di Arturo è una sofferenza sempre più dilaniante: i suoi timori e la sua natura delicata lo rendono diverso dal resto del branco, tanto da farlo sentire quasi inadeguato rispetto al gruppo. Il padre Oriano non riesce a comprendere queste sue differenze, causando dolore e senso di disagio nel figlio; una situazione che porterà il giovane stambecco a chiudersi sempre di più in sé stesso.
Ma nel corso della lettura, fra le pagine, farà capolino un altro interessante protagonista: si tratta di Bastien, un ragazzo di dodici anni che trascorrerà l’estate in un rifugio di montagna con il padre. Bastien è un amante della natura e della montagna e, come lo stambecco Arturo, è custode di un silenzio intimo. Proprio queste due fragilità faranno sì che nasca fra i due un legame profondo; il mondo animale e quello umano si incontrano per dar vita a una meravigliosa amicizia.
Il ruolo del mondo animale nell’universo infantile e i paesaggi all’interno delle narrazioni
Il mondo animale svolge un ruolo fondamentale nell’educazione dei bambini poiché offre alla loro immaginazione dei personaggi con cui possono facilmente identificarsi. Lo psicoanalista Bruno Bettelheim nel suo celebre saggio “Il mondo incantato: uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe”, a tal proposito, esplora anche il ruolo degli animali nelle narrazioni e il loro legame con lo sviluppo psicologico dei piccoli. Il mondo animale rappresenta proiezioni e simboli della psiche infantile e dei processi di crescita che ne derivano; identificazione e elaborazione, trasformazione e identità, animismo, percezione infantile e diversi altri aspetti. Secondo Bettelheim, la presenza del mondo animale all’interno del racconto aiuta il passaggio dall’infanzia all’età adulta.
”La forma e la struttura delle fiabe suggeriscono al bambino immagini per mezzo delle quali egli può strutturare i propri sogni a occhi aperti e con essi dare una migliore direzione alla propria vita”.
Bruno Bettelheim, Il mondo incantato: uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe, 1977
Nel libro di Ivan Villa, Le vertigini dello stambecco, la presenza del personaggio appartenente al mondo animale, il protagonista umano e i paesaggi che diventano interiori riflettendo la natura circostante, accompagnano il lettore ad assaporare, gradualmente, il legame profondo fra i due protagonisti ma anche la crescita di ognuno. Al paesaggio quindi, nel corso della lettura, viene data una funzione narrativa centrale che guida il lettore per tutto il viaggio letterario. La descrizione del paesaggio funge da cornice vivida atta a trasmettere emozioni e sensazioni, un luogo animato dove i personaggi si muovono all’interno alimentando la struttura dell’opera.
L’autore descrive la Val d’Ayas in modo nitido ma, al contempo, poetico; la natura e la montagna fanno da sfondo a una storia delicata e profonda che nasconde un dolce epilogo. In questo scambio simbiotico tra uomo e natura si collocano i dialoghi, le parole scelte con minuzia e il punto di vista di Arturo e di Bastien; si scopre, nel corso della lettura e con moti di dolcezza e sorpresa, che il mondo animale e quello umano non sono poi così distanti e che esiste una paradossale somiglianza.
Le vertigini dello stambecco, la diversità come punto di forza
L’autore mette in risalto attraverso le figure di Arturo, Bastien e la montagna stessa un punto saliente che è poi lo scheletro di tutta l’opera: la diversità non deve essere intesa come una fragilità da celare ma come un punto di forza che rende unici. In questo senso, sia lo stambecco Arturo che Bastien non solo stringeranno un legame profondo e apparentemente impossibile da immaginare fra due mondo diversi, ma diverranno il riflesso l’uno dell’altro; questo specchiarsi in un’amicizia nata per caso si trasformerà in una vera alleanza che condurrà a un percorso di crescita e non solo.
Le vertigini dello stambecco di Ivan Villa non è solo un libro per piccoli lettori: è una storia dove empatia e delicatezza si intrecciano in una narrazione che vuole riscoprire l’importanza della diversità ma che, soprattutto, vuol veicolare un messaggio fondamentale per grandi e piccoli: a volte non serve per forza eccellere e essere i migliori per raggiungere la meta ma basta solo accettarsi, riscoprirsi e avere qualcuno accanto.





