Dopo un’altalena di trattative di fusione e acquisizione tra Skydance Media e Paramount, iniziate a fine 2023, le parti hanno annunciato a luglio 2024 di aver raggiunto un accordo per la fusione. Molte persone negli Stati Uniti hanno accusato il conglomerato mediatico di aver “corrotto” il presidente Trump con un pagamento di 16 milioni di dollari per chiudere quella che gli esperti hanno ritenuto una causa infondata contro il programma “60 Minutes”. La cancellazione da parte della CBS di “The Late Show With Stephen Colbert“, annunciata una settimana prima che la FCC (Federal Communications Commission) approvasse la transazione con Skydance, è sembrata a molti un’ulteriore concessione a Trump che ha dichiarato: “Adoro il fatto che Colbert sia stato licenziato“. Per ottenere l’approvazione della FCC, Skydance ha dichiarato che avrebbe garantito che i programmi di diversità, equità e inclusione (definito DEI in ambito risorse umane) fossero eliminati da Paramount e dalla società che nascerà dalla fusione. In tutto questo, la Paramount ha avviato diverse tornate di licenziamenti e sicuramente ci saranno altri tagli di posti di lavoro quando Skydance assumerà ufficialmente il controllo della società, cosa prevista nelle prossime settimane.

In una presentazione agli investitori del luglio 2024, dopo l’annuncio dell’accordo tra Skydance, Paramount e National Amusements Inc. di Shari Redstone, Jeff Shell, il futuro presidente della futura azienda “Paramount Skydance Corp.”, ha affermato che il team di Skydance aveva individuato almeno 2 miliardi di dollari di potenziali risparmi sui costi annuali nella società risultante dalla fusione. Prima dei commenti di Shell, il trio di co-CEO alla guida di Paramount – George Cheeks, Brian Robbins e Chris McCarthy – ha annunciato un piano per tagliare 500 milioni di dollari di costi annuali. All’inizio di questo mese, hanno dichiarato di aver raggiunto l’obiettivo. Ciò è stato in gran parte ottenuto attraverso licenziamenti e ristrutturazioni che hanno ridotto il 15% dell’organico negli Stati Uniti, colpendo circa 2.000 dipendenti. Il mese scorso, l’azienda ha tagliato un altro 3,5% del personale nazionale, il che equivale a diverse centinaia di licenziamenti in più. E le previsioni parlano di diverse migliaia di unità che verranno tagliate dalla società proprio per arrivare al risparmio di 2 miliardi annunciato da Shell.

Alessandro Libianchi

Fonte: Variety

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