Ogni giorno un cittadino del mondo si sveglia e sa che dovrà correre più veloce dei contrordini di Donald Trump. I governi di Stati Uniti e Corea del Sud hanno annunciato di aver raggiunto un accordo in merito all’entità dei dazi ai quali l’amministrazione USA sottoporrà le merci sudcoreane. La percentuale scelta, a seguito delle trattative, è il 15%, proprio come quella concordata con l’Unione Europea.
Inizialmente il presidente aveva fissato i dazi al 10%; dal primo agosto, sarebbero però dovuti aumentare al 25%. Per evitare questa impennata, la Corea del Sud ha acconsentito ad istituire un fondo dell’equivalente di trecentocinquanta miliardi di dollari per agevolare gli investimenti degli Stati Uniti nel Paese. Di questi, centocinquanta miliardi andranno all’industria cantieristica. La restante parte, invece, si dividerà tra energia, semiconduttori e altri prodotti.
I dazi di Trump mettevano a rischio la partnership commerciale con la Corea del Sud
Ad oggi, la Corea del Sud è il sesto più grande partner commerciale degli Stati Uniti. Un legame importante per entrambi, che i dazi elevatissimi rischiavano di far saltare. Lo scorso 2 aprile, Trump aveva annunciato in pompa magna il suo programma economico e le relative tassazioni, che avevano scatenato proteste da parte di quasi tutte le altre nazioni. Appena una settimana dopo, però, si era visto costretto a fare dietrofront, a seguito del crollo dei mercati finanziari e dell’incertezza diffusa, che stava mettendo in gran difficoltà l’intero settore del commercio.
Nel confermare la nuova intesa, il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha esaltato il raggiungimento dell’accordo, nonostante i tempi stretti e le condizioni difficili. Lee è entrato in carica solo a giugno, dopo la rimozione del suo predecessore, che aveva dichiarato la legge marziale alla fine del 2024. «Abbiamo appena superato una grande sfida», ha affermato, «L’accordo di oggi ha eliminato l’incertezza nel contesto delle esportazioni».
Federica Checchia





