Sei teste mozzate sono state rinvenute in Messico, non molto distante dalla capitale, su una strada dello Stato di Tlaxcala. Le autorità locali hanno fatto la scoperta martedì mattina presto, lungo una via che collega gli Stati di Puebla e Tlaxcala, generalmente pacifici. La polizia non ha fornito un movente per gli omicidi, né ha specificato quale dei gruppi criminali operanti nel Paese potrebbe averli commessi. I malviventi messicani ricorrono spesso a modalità analoghe per marcare il proprio territorio e intimidire i propri avversari e i cittadini. Casi come questo, tuttavia, sono piuttosto rari in quell’area.
I media locali hanno riferito che, sulla scena del crimine, i colpevoli avrebbero lasciato una coperta con un messaggio di avvertimento per le bande rivali, apparentemente firmato da un gruppo chiamato “La Barredora”, che significa “la spazzina”. Si tratta del nome di un’organizzazione criminale poco conosciuta, che opera nello stato occidentale di Guerrero. Non è chiaro, però, se siano loro gli autori dell’attacco.
Sei teste mozzate trovate in Messico: c’entra il traffico di droga?
La procura locale ha affermato che le teste trovate a Tlaxcala appartenevano a uomini e ha avviato un’indagine sugli omicidi. Oltre al traffico di droga, nella regione esiste un problema con il contrabbando di carburante, noto come “huachicolea”, che genera miliardi di dollari all’anno per i gruppi che gestiscono queste attività illegali.
Queste notizie giungono nel contesto di una forte repressione del traffico di Fentanyl da parte dell’amministrazione della presidente Claudia Sheinbaum, specialmente dopo le pressioni di Donald Trump. Secondo il New York Times, il presidente statunitense sarebbe intenzionato a inviare in Messico l’esercito per condurre operazioni antidroga. Sembra, però, che la presidente messicana abbia respinto categoricamente la proposta.
Federica Checchia




