Dua Lipa continua rendere omaggio alle icone della musica mondiale del passato e del presente nel corso dei suoi concerti, esibendosi con brani di AC/DC, Scorpions, Lorde, (nella tappa italiana ha eseguito Tanti Auguri di Raffaella Carrà) e per ultimi gli Aerosmith.
La 30enne ha cantato brani di artisti locali durante tutto il Radical Optimism Tour, affiancata a volte da ospiti dai nomi altisonanti, come i Jamiroquai allo stadio Wembley di Londra per la loro Virtual Insanity, Charli XCX (360). Ha suonato anche con Neil Finn dei Crowded House ad Auckland e con Kevin Parker dei Tame Impala a Sydney. Recentemente si è esibita Ain’t Nobody con Chaka Khan a Chicago. Nel live tenutosi lo scorso martedì al TD Garden di Boston per il primo dei due concerti nella città del Massachussetts del suo Radical Optimism Tour. In questa occasione, Dua Lipa ha reso omaggio agli artisti rock nativi nel capoluogo, gli Aerosmith.
Dua Lipa, la cover degli Aerosmith: “La prima power ballad che canti a squarciagola
A metà show, la popstar accompagnata dalla band si è esibita con I Don’t Want To Miss A Thing. L’artista ha presentato così il brano: “In questa parte dello spettacolo, ogni sera ho eseguito una canzone diversa di un artista locale della città in cui mi trovo. Sono molto emozionata ma sono un po’ nervosa per il prossimo brano…È ovviamente di un gruppo formato a Boston, ma ho la sensazione che per ogni ragazzino armato di LimeWire da piccolo, questa sia stata la prima cosa che ha scaricato. È stata la prima grande power ballad che canti a squarciagola quando ne hai la possibilità. C’è anche un film che ti fa piangere a dirotto. Questa è I Don’t Want To Miss A Thing degli Aerosmith”.
Lo scorso luglio è stato pubblicato sul canale YouTube della popstar un minidocoumentario intitolato Dua Lipa – The Beat Before (Wembley Stadium), contenente video di backstage e vox-pop dei fan dei concert tenutisi allo Stadio di Wembley. Il mese successivo le è stata concessa anche la cittadinanza kosovara, venendo salutata dal presidente del Paese come “una delle figure culturali più iconiche nella storia del nostro Paese”. La popstar è stata anche una delle celebrità a criticare la risposta del primo ministro britannico Keir Starmer alla loro lettera aperta che chiedeva la fine della “complicità del Regno Unito” a Gaza. “Primo Ministro, lei ha costruito la sua carriera come avvocato per i diritti umani, difendendo gli impotenti e sfidando l’ingiustizia…Negli anni a venire, quando le verrà chiesto se ha fatto abbastanza, cosa dirà?”





