Donald Trump non sembra aver intenzione di cedere sui dazi per acciaio ed alluminio. Nessuna esenzione nemmeno per l’Europa ed il Canada. Perché creerebbero “un terreno scivoloso”. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti vicine al presidente Usa, che ora pensa a una tassa anche sulle auto. Come finirà?

Donald Trump non cede sui dazi
Donald Trump irremovibile sui dazi su acciao ed alluminio credits: Time.com

Donald Trump e i suoi dazi. Tasse su acciaio e alluminio in entrata sul mercato americane. Tasse che non piacciono all’Europa e tantomeno alla Cina, che si dice “pronta a misure necessarie”. Ma il presidente Usa non cede. E rilancia, minacciando una nuova imposta Usa sulle auto europee. Come andrà a finire questa nuova controversa impresa del biondo tycoon dal sapore protezionista?

“Se l’Unione europea vuole ulteriormente aumentare le sue già massicce tariffe e barriere commerciali verso le imprese americane, noi applicheremo semplicemente una tassa sulle automobili che continuano a riversare negli Stati Uniti” Trump in un tweet

Quella dei dazi è una questione spinosa. E malvista non solo dagli avversari se Gary Cohn, il consigliere economico della Casa Bianca, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, potrebbe dimettersi in qualsiasi momento. Dopo lo scontro sui dazi col presidente Donald Trump e se il presidente dovesse firmare il provvedimento.

Dazi: la reazione cinese

La Cina, come dicevamo, non ha preso bene la notizia dei dazi che Trump vorrebbe imporre su acciaio e alluminio. Ed ecco le parole di Zhang Yesui, portavoce del Congresso nazionale del popolo, a riguardo. 

“I rapporti tra Cina e Usa sono tra quelli bilaterali più importanti al mondo e la loro stabilità “interessa non soltanto i due Paesi. L’interscambio commerciale ha superato di 580 miliardi di dollari ed è normale che ci siamo problemi, ma se gli Usa prendono iniziative contro gli interessi della Cina, allora prenderemo misure necessarie“.

La soluzione? Secondo Zhang passa per “apertura mercati, dialogo e consultazioni”. E per Trump?

Dazi: la reazione dell’Europa e del mondo

Sulla questione dazi e la decisione molto “protezionista” di The Donald di applicarli ad acciaio, alluminio e auto, in molti, nel mondo, si sono detti contrari. E contrariati.

A partire dal Fondo Monetario Internazionale, che si unisce al coro di critiche al piano di Donald Trump. Una mossa che danneggerebbe l’economia degli Stati Uniti e di altri Paesi. Perché altri, ammonisce l’Fmi, potrebbero essere tentati di seguire l’esempio. Lo riporta la Bbc.

E una reazione critica arriva anche dall’Ue. Che annuncia ritorsioni su prodotti iconici Usa come i jeans Levi’s e le Harley-Davidson. Ma il tycoon non ha dubbi e non torna su suoi passi. E twitta: “Quando un Paese perde molti miliardi di dollari nel commercio con praticamente ogni Paese con cui fa affari, le guerre commerciali sono giuste e facili da vincere”. Perché le tariffe del 25% e del 10% su acciaio e alluminio importati servirebbero a difendere i lavoratori e l’industria del settore. E poi lo aveva promesso in campagna elettorale.

Dunque la soluzione di Trump per l’economia made in Usa sarebbe il protezionismo. Ma più che uno scacco alla crisi e al deficit commerciale, sembrerebbe la mossa decisiva per restare solo. Attraverso una nuova decisione da bastian contrario attaccabrighe. Perché i nuovi dazi di Trump, dopo quelli sulle lavatrici e sui pannelli solari, promettono una guerra commerciale mondiale. Con tanto di corsa agli armamenti. Protezionistici. 

Federica Macchia