Brian Eno e diversi volti noti dello showbiz britannico come Gary Lineker e Richard Curtis sono tra i numerosi milionari residenti nel Regno Unito che hanno avanzato una richiesta al nuovo premier Andy Burnham.

Sono centoventi i milionari che si sono riuniti per firmare una lettera aperta indirizzata al nuovo primo ministro e leader del Partito Laburista, dopo che si è insediato al numero dieci di Downing Street all’inizio della settimana, in seguito alle dimissioni di Keir Starmer. L’iniziativa è promossa dall’associazione Patriotic Millionaires e vede i firmatari avanzare all’ex primo cittadino di Manchester un’insolita richiesta: “Possiamo permettercelo. Non stiamo parlando di aumentare le tasse a chi ogni giorno si alza e va a lavorare per guadagnarsi da vivere, ma ai più ricchi, il cui reddito deriva dal patrimonio che possiedono”.

Brian Eno la lettera del producer e dei milionari UK per il nuovo premier Andy Burnham

Nella lettera hanno affermato che i milionari sono un gruppo patriottico che ama questo Paese e vuole che abbia successo: “Ma il successo richiede investimenti e una fonte primaria di capitale non ancora sfruttato è proprio tra le nostre mani, sotto forma di potenziale non tassato” aggiungendo inoltre che tale iniziativa porterebbe a una società più equilibrata ed equa. Tra i firmatari figurano oltre il producer anche il presentatore ed ex calciatore Gary Lineker, il regista Richard Curtis e la giornalista Sasha Bates, l’ex presidente di Greggs, Ian Gregg, l’economista Gary Stevenson, Mike Barnes (amministratore delegato di Signet Jewellers Ltd), il regista televisivo Robert Beal, l’ex calciatore Georgios Samaras e gli scrittori Val McDermid e Michael Berners-Lee.

“Ci sono ancora alcune persone con una visione economica obsoleta e altre che cercano disperatamente di aggrapparsi a ogni centesimo possibile…Coloro che non riescono a vedere oltre i propri interessi personali non hanno alcun ruolo nella progettazione di una Gran Bretagna per il futuro”…Proseguendo si legge nella proposta che vi è un bisogno urgente di “adottare un nuovo tipo di ridistribuzione della ricchezza e del potere, partendo dai più ricchi, al fine di reinvestire nel nostro bene più prezioso in ogni regione