Musica

Brian Eno il padre dell’Ambient

Oggi compie 74 anni Brian Peter George St. John le Baptiste de la Salle Eno diventato famoso con il semplice Brian Eno. Uno dei più importanti, influenti e prolifici musicisti con all’attivo oltre 70 album tra studio, live, raccolte e colonne sonore. Possiamo senza ombra di dubbio affermare che Brian Eno è il musicista moderno più importante nonché l’inventore della musica ambient ed il compositore del jingle di avvio di Windows 95.

Gli esordi ed il successo con i Roxy Music

Influenzato fin dall’infanzia dalle trasmissioni radiofoniche delle emittenti militari NATO, che trasmettevano soprattutto rock and roll, dopo gli studi in un college cattolico entrò nella Winchester School of Art di Southampton. Durante gli studi fece parte di alcune band dove suonava il magnetofono. La sua prima registrazione come cantante si può ascoltare nell’opera jazz “The Great Learning” della Scratch Orchestra di Cornelius Cardew. Invece la sua prima composizione in assoluto fu scritta nel 1970, ed era la colonna sonora di “Berlin Horse“, un lavoro di nove minuti del cineasta Malcolm Le Grice.

Brian traeva ispirazione dalla musica contemporanea dell’epoca, quella di John Cage, La Monte Young, Terry Riley, John Tilbury e lo stesso Cornelius Cardew. A fine anni 60 si trasferisce a Londra, dove lavora come tecnico multimediale e grafico.  Nella capitale inglese incontrerà casualmente il sassofonista Andy Mackay, e nacque il sodalizio con il gruppo glam rock dei Roxy Music di Bryan Ferry e Phil Manzanera.

Robert Fripp, dei King Crimson, conosceva Ferry e raccomandò i Roxy Music alla Island Records, dopo averne apprezzato le tracce. La band pubblicò due album che contribuirono a rendere noto lo stile di Eno, “Roxy Music” del 1972 e “For Your Pleasure” del 1973.

I primi concerti dei Roxy Music vedevano Brian Eno esibirsi senza apparire sul palco, restava al mixer e usava un sintetizzatore e dei magnetofoni, cantando come seconda voce. Ad un certo punto passò da un estremo ad un altro comparendo sul palco con vestiti eccentrici. Nel 1973, alla fine del tour promozionale del secondo album, lasciò la band perché stanco della vita da rock star ma soprattutto a causa di alcuni dissapori con Brian Ferry.

La carriera solista di Brian Eno

La voglia di fare musica di Brian era tanta, ed appena lasciato il gruppo incise l’album sperimentale “No Pussyfooting” assieme a Fripp. La stima e l’amicizia tra i due li porterà ad incidere quattro album e a svolgere compartecipazioni nei rispettivi lavori solisti.

La sperimentazione lo porterà a discostarsi dal rock utilizzando echi della tradizione musicale orientale per cercare d’iniettare qualcosa di nuovo nella musica.

Grazie ad uno stile unico e facilmente riconoscibile, Brian Eno diventò un fenomeno di massa. Nel 1975 pubblica il suo terzo disco solista, “Another Green World”. L’album è uno dei suoi migliori e rappresenta una svolta nella musica di Eno. Infatti smorza i concitati toni rock dei precedenti lavori presentando pezzi meditativi e rilassati. Nove brani su quindici sono strumentali, ed entra in contatto con le sonorità di quella che verrà poi definita come musica ambient.

Brian Eno non era solo un compositore e polistrumentista, ma era appassionato anche di scultura, pittura e videoarte. In questo periodo realizza opere di ogni tipo, pubblica due libri in cui espone le sue teorie sulla musica: “Music for Non Musicians” e “Oblique Strategy” corredato dal mazzo di carte con gli aforismi.

A metà anni 70 si trasferisce a Berlino con Fripp e Bowie e pubblica “Before and After Science”, un album di che contiene sul lato A brani rock e funky e sul lato B pezzi più ambient. Il brano By This River, tratto dall’album, verrà poi inserito nel film La stanza del figlio di Nanni Moretti.

Negli anni 80 afferma definitivamente il concetto di musica ambient con con “Ambient 1: Music for Airports”, “Ambient 2: The Plateaux of Mirror”, “Ambient 3: Day of Radiance” e “Ambient 4: On Land”.

Brian Eno, oltre a sfornare album di successo, trova il tempo per portare avanti anche la video arte, proponendo installazioni sonore ritenute di particolarmente innovative dalla critica specializzata.

L’estro ed il genio di Brian Eno lo portano a sviluppare il concetto di “Generative Music“, ovvero una musica che si evolve in continuazione senza ripetersi, grazie all’ausilio di programmi informatici. Questo progetto continua tutt’oggi.

Brian Eno viene considerato l’inventore della musica d’ambiente, sebbene il suo stile spazzi dal rock alla musica elettronica, etnica, sperimentale e d’avanguardia. È stato inoltre precursore di altri generi come la new wave, la world music e la new age.

Le collaborazioni di Brian Eno

Il successo di Brian Eno è dovuto anche alle collaborazioni con altri artisti di livello. Tra il 1977 ed il 1979 collabora alla “trilogia berlinese” di David Bowie. Gli album “Low”, “Heroes” e “Lodger” segnarono il momento più sperimentale del Duca Bianco anticipando quella che sarà la stagione New Wave. Tornerà a collaborare con David Bowie nel 1995 con l’album “Outside”.

Eno collabora molto attivamente anche al sound dei Talking Heads, prima come produttore e poi come musicista.

Eno aveva anche un sesto senso per i nuovi talenti. Produce l’album di esordio degli Ultravox e dei Devo e alcuni lavori di Harold Budd e Jon Hassell. Produsse anche i lavori degli U2The Unforgettable Fire”, “The Joshua Tree”, “Achtung Baby” e “Zooropa”.

Collabora nell’album “Us” di Peter Gabriel e nella colonna sonora “Until The End Of The World” di Wim Wenders.

Alessandro Carugini

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Alessandro Carugini

Nato a Pisa nel 1978, è uno speaker radiofonico conosciuto come The Mexican per i suoi modi calmi e sempre posati. Fin da bambino cresce con la musica nelle orecchie ed i vinili tra le mani, passando da ascoltatore a collezionista e pian piano ad esperto ed attento “musicologo“. Ad oggi collabora con diverse riviste e magazine, online e cartacei, e raggiunge l’apice della soddisfazione nel 2021 collaborando con la rivista inglese Record Collector.

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