I cittadini britannici che speravano che Andy Burnham avrebbe riportato il Regno Unito nell’Unione Europea resteranno delusi: il politico ha dichiarato di non averne intenzione, sostenendo che, se tentasse il dietrofront, la Gran Bretagna rimarrebbe bloccata in«una situazione di stallo permanente se continuassimo a litigare costantemente». Ha poi confermato la propria volontà di candidarsi per sostituire Keir Starmer come Primo Ministro, qualora vincesse le elezioni suppletive di Makerfield. «Se mi candiderò, un voto per me sarà un voto per cambiare il Partito Laburista, perché il Partito Laburista deve cambiare se vogliamo riconquistare la fiducia della gente».
Nel suo primo discorso importante dopo l’annuncio della sua candidatura alle elezioni suppletive, il sindaco della Greater Manchester ha promesso che a Makerfield si concentrerà «senza sosta sulle questioni interne», aggiungendo: «Rimettiamo a posto il nostro Paese. Facciamolo funzionare di nuovo. Riportiamolo dove la gente vuole che sia». Il suo potenziale rivale per la leadership, Wes Streeting, ex Ministro della Salute, ha affermato che il Regno Unito dovrebbe rientrare nell’UE, ma Burnham non è d’accordo: «A mio avviso, la Brexit è stata dannosa, ma credo anche che l’ultima cosa che dovremmo fare ora sia riproporre quelle argomentazioni».
Il programma elettorale di Andy Burnham
Il suo intento, piuttosto, è riportare l’attenzione nazionale su Makerfield e sul nord-ovest, cercando di migliorarne le condizioni. «Voglio chiedere scusa ai residenti del collegio elettorale di Makerfield per il caos che sta per arrivare in città e per alcuni dei disagi che ne deriveranno», ha detto. «D’altra parte, voglio anche dire questo: spero che consideriate positivo il fatto che i luoghi che compongono questo collegio elettorale, a lungo dimenticati dalla politica nazionale, siano finalmente al centro del dibattito nazionale. E, ancora una volta, potreste ritrovare molte similitudini con i luoghi del vostro collegio elettorale. Facciamo in modo che Makerfield sia finalmente in cima all’agenda, dopo tanto tempo. E spero che queste elezioni suppletive riescano a farlo. Il mio piano per Makerfield sarà ambizioso e mostrerà come possiamo migliorare la vita dei suoi abitanti e dei suoi luoghi nel prossimo decennio».
«La deindustrializzazione degli anni ’80 è stata devastante per le zone di Makerfield. A questa sono seguite la deregolamentazione, le privatizzazioni e l’austerità», ha continuato. «Tutto ciò si traduce in quarant’anni di neoliberismo che non sono stati clementi con il nord dell’Inghilterra. Quarant’anni di teoria economica del “trickle-down” che, alla fine, non ha portato quasi nessun beneficio a luoghi come Platt Bridge o Hindley. Anzi, questo sistema ha sottratto ricchezza a quei luoghi, concentrandola nelle mani di persone per le quali la vita era già molto agiata. Credo che queste elezioni suppletive siano assolutamente necessarie. A mio avviso, è giunto il momento di un dibattito molto più ampio su come la politica debba cambiare per funzionare correttamente nel nord dell’Inghilterra, perché non funziona. Non funziona ed è su questo che dobbiamo concentrarci. La gente sta perdendo fiducia nella politica».
Keir Starmer non intende dimettersi
Dopo il discorso di Burnham, Starmer ha insistito sul non aver fissato una data per lasciare Downing Street. Alla domanda se si sarebbe dimesso, il premier ha risposto:«Non lo farò… Voglio affrontare le prossime elezioni. Ovviamente, dopo i risultati delle elezioni locali, e anche di quelle in Galles e Scozia, riconosco che il primo compito è ovviamente quello di invertire la rotta e assicurarmi di concentrarmi sulla giusta direzione. Negli ultimi dieci giorni c’è stata molta attività, che a mio avviso non è stata mirata come avrebbe dovuto essere, e mi ricordo ogni giorno che sono stato eletto per servire il popolo, per servire il Paese. Questo è ciò in cui credo, ed è ciò che farò».
Federica Checchia





