La OMV, l’azienda energetica statale austriaca, ha licenziato uno dei suoi dirigenti: l’uomo è accusato di essere una spia russa. Il ministro degli Esteri dell’Austria ha convocato l’incaricato d’affari dell’ambasciata russa a Vienna per chiedere la revoca dell’immunità diplomatica di un funzionario dell’ambasciata, ritenuto un agente dell’FSB (i servizi segreti sovietici), con cui il dirigente avrebbe avuto dei contatti sospetti. Nel caso in cui questo non avvenga, il funzionario verrà espulso dal Paese.
A rendere noto il caso è stata un’inchiesta condotta dalla rivista Profil. Secondo il giornale, la Direzione per la Sicurezza dello Stato e l’Intelligence austriaca stava monitorando il dirigente. L’OMV ha dichiarato a Reuters di aver risolto il contratto del dipendente con effetto immediato e di aver collaborato pienamente con le autorità competenti. «Per motivi di protezione dei dati, non possiamo rilasciare dichiarazioni su ulteriori dettagli riguardanti i singoli rapporti di lavoro», ha fatto sapere un portavoce.
Perquisita l’abitazione della presunta spia russa dell’OMV
Gli agenti avrebbero perquisito la casa della presunta spia, dove avrebbero trovato alcuni documenti riservati. L’identità del sospettato non è stata rivelata, ma dovrebbe essere originario dell’Est Europa. Secondo la stampa locale, l’uomo avrebbe lavorato anche negli Emirati Arabi Uniti per l’azienda petrolifera statale ADNOC, che detiene un quarto delle quote della OMV.
Negli ultimi anni, questa era diventata un cao di cronaca perché, dopo l’invasione dell’Ucraina per ordine di Vladimir Putin nel febbraio del 2022, essa aveva continuato ad acquistare gas dalla società russa Gazprom fino al novembre del 2024.
Federica Checchia





