Il 29 novembre 2012 l’Onu ha riconosciuto ufficialmente la Palestina come Stato non membro con status di osservatore permanente, con la risoluzione 67/19 dell’Assemblea generale. Questo riconoscimento, votato con 138 sì, ha aggiornato lo status della Palestina da “entità osservatrice” a “Stato osservatore non membro”, permettendole un ruolo diplomatico più formale all’interno delle Nazioni Unite, equiparabile a quello della Santa Sede. Ad oggi, nel 2025, il riconoscimento dello Stato di Palestina come entità sovrana è stato esteso a circa 151 dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite (oltre il 78%).
In queste ore molti Paesi, tra cui Francia, Regno Unito, Belgio, Canada, Australia e altri, stanno formalizzando il riconoscimento alla vigilia e durante l’Assemblea Generale a New York. Gli Stati Uniti e l’Italia, tra altri, ancora non riconoscono ufficialmente lo Stato di Palestina. Gli Stati Uniti hanno anche utilizzato il loro veto al Consiglio di Sicurezza sull’adesione piena della Palestina all’ONU.
Macron ha motivato la sua decisione dicendo che «questo riconoscimento è un modo per affermare che il popolo palestinese non è un popolo di troppo». Ha poi aggiunto che «riconoscere i legittimi diritti del popolo palestinese non toglie nulla ai diritti del popolo israeliano, che la Francia ha sostenuto fin dal primo giorno», e di essere convinto che «questo riconoscimento sia l’unica soluzione che porterà la pace in Israele». Ha però specificato che la Francia istituirà un’ambasciata in Palestina solo dopo che gli ostaggi israeliani saranno liberati e sarà raggiunto un accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.





