Poche ore fa Nicola Pisu, il figlio di Patrizia Mirigliani, ha allarmato tutti i suoi follower pubblicando una storia Instagram davvero preoccupante.
Il giovane, che pochi giorni fa aveva collaborato all’organizzazione dell’ultima edizione di Miss Italia, ha condiviso una Instagram story con parole inquietanti: “Sono sempre più convinto che lasciare questa vita sia la cosa migliore”. Il post è stato rimosso pochi minuti dopo, ma tanto è bastato per scatenare una catena di solidarietà: centinaia di utenti si sono riversati in rete per inviargli messaggi di incoraggiamento.
La storia è stata riportata anche dall’esperta di gossip Deianira Marzano, che ha scritto: “Purtroppo ho visto, in tante mi avete fatto vedere la sua storia. Che vi devo dire? Da mamma mi piange il cuore. Possiamo solo pregare per questo ragazzo, sperare che stia un po’ meglio e fargli sentire tutto il nostro affetto“. Speriamo che quello sfogo preoccupante sia stato dovuto solo a un momento di sconforto e che adesso il 36enne si faccia aiutare.
Il passato difficile di Nicola Pisu
Nicola Pisu con sua madre Patrizia Mirigliani è stato da Silvia Toffanin a Verissimo, qualche anno fa, dove lui ha raccontato gli anni fatti di dipendenze, comunità e anche depressione. Il ragazzo ha spiegato di essere arrivato a rubare alla mamma pur di comprarsi la droga.
“Ho frequentato persone molto più grandi di me e anche compagnie non proprio belle. Io avevo circa 18 anni e uscivo con ragazzi di 35, 36 anni. Essendomi mancata una figura paterna forse erano per me un riferimento. Mi sono fatto trascinare, loro hanno insistito e alla fine è diventata una dipendenza. Poi la dipendenza era così forte che sono arrivato a rubare i soldi in casa, a mia madre. Anche in comunità le cose non sono andate bene. Ho passato otto mesi in cui tutte le mattine piangevo, volevo andarmene via perché lì dentro ero ancora più depresso, dentro di me non era ancora scattata la voglia di smettere e quando è così è tutto inutile. Facevo avanti e indietro perché a casa mia mamma non mi voleva.
La situazione era così tragica che mia madre è arrivata a denunciarmi e adesso la capisco. Mi ricordo quel giorno. Ero già fuori di casa e mi chiamò il commissariato, andai in questura e trovai un papiro ‘codice rosso, braccialetto elettronico…’ e ho chiesto cosa fosse successo, non mi sembrava di essere così pericoloso. Al momento ero molto arrabbiato con lei e ci ho messo tempo per capire che l’aveva fatto per il mio bene perché da lì io ho fatto chiarezza, ho capito tante cose, ho capito che stavo perdendo la famiglia, gli affetti, e che ero solo. Ho dormito per strada due volte per i vari litigi con mamma, perché arrivavamo tutti e due all’esasperazione e lei mi diceva ‘esci di casa perché non ce la faccio più’, a volte mi diceva anche, quando era molto arrabbiata, che avrebbe preferito che morissi prima che mi ammazzasse la droga, per una madre è un dolore enorme vedere un figlio che si autodistrugge“.





