Non ci sono ancora conferme ufficiali, ma diverse testate giornalistiche statunitensi hanno riportato la notizia del licenziamento di circa venti agenti dell’FBI. Secondo la stampa, a causare la misura sarebbero state delle fotografie risalenti al 2020, che mostrano alcuni membri del corpo di polizia federale investigativa inginocchiarsi durante le proteste contro l’omicidio di George Floyd. Il governo avrebbe interpretato il gesto come una manifestazione di sostegno ai cortei del movimento Black Lives Matter, organizzati contro il razzismo delle forze dell’ordine e, per estensione, ancora diffuso in diversi ambiti della società americana. Ad informare i giornali sono state alcune fonti, rimaste anonime. Secondo le informazioni raccolte, la scorsa primavera gli agenti erano stati trasferiti ad altre mansioni; in seguito, sono stati messi alla porta.

Una fonte vicina alla vicenda ha affermato che gli agenti si sono inginocchiati durante la protesta come strategia di de-escalation, dopo che i manifestanti infuriati -in numero superiore agli agenti- li avevano esortati a farlo. L’insider ha anche detto che una precedente revisione interna delle azioni degli agenti avrebbe confermato che il gesto non intendeva essere una dichiarazione politica di solidarietà con i manifestanti.

L’Associazione degli Agenti dell’FBI protesta contro i licenziamenti

L’Associazione degli Agenti dell’FBI ha rilasciato una dichiarazione in cui condanna i licenziamenti, che hanno riguardato anche alcuni veterani militari. Il gruppo ha affermato che le misure adottate e videnzierebbero un «nuovo pericoloso schema di azioni» del direttore dell’FBI Kash Patel, che «stanno indebolendo l’Ufficio perché eliminano preziose competenze e danneggiano la fiducia tra i vertici e la forza lavoro, rendendo più difficile reclutare e trattenere agenti qualificati, mettendo in definitiva a rischio la nostra nazione».

«Come ha ripetutamente affermato il Direttore Patel, nessuno è al di sopra della legge», ha affermato l’associazione degli agenti. «Eppure, invece di garantire a questi agenti un trattamento equo e un giusto processo, Patel ha scelto di violare nuovamente la legge ignorando i loro diritti costituzionali e legali anziché seguire la procedura richiesta». Per il momento, L’FBI non ha ancora smentito o confermato la notizia.

Federica Checchia