A girare sui social è un video di un uomo americano bloccato dalle guardie che, dopo aver urlato per 12 volte la frase “I can’t breath” – “Non respiro“, ha perso la vita. L’evento ha riportato a mente quanto accaduto con George Floyd nel 2020.

Ritorna a galla il ricordo di George Floyd

Si chiamava Edward Bronstein il 38enne ucciso dalla polizia statunitense dopo un controllo stradale in California.

Secondo quanto si vede nel video shock che sta girando sui social, l’intervento della polizia sul corpo dell’uomo ha provocato urla da parte di quest’ultimo, il quale ha pronunciato le seguenti parole “I’ll do it, I’ll promise” – “Lo farà lo giuro“, seguite subito dopo da una costante ripetizione della frase già sentita da George Floyd, “I can’t breath“.

Nonostante il suo giurare di seguire le regole che gli sarebbero state imposte, Edward Bronstein non è stato liberato dalla pressione fisica dei cinque poliziotti che lo stravano trattenendo.

A guardare l’assalto da parte delle forze dell’ordine sull’uomo erano altri tre poliziotti e tra cui uno che stava riprendendo la scena con la telecamera.

Dopo l’insistente blocco da parte dalla polizia, impedendo all’americano di muovere gli arti, Edward Bronstein perse la vita.

Questo video, secondo quanto dichiarato da diverse fonti, sembra risalire al marzo 2020, evento quindi precedente alla vicenda di George Floyd avvenuto il 25 maggio 2020 che ha fatto tuonare il mondo intero.

Nel video si vede l’uomo in ginocchio che parla con una guardia. Dopo pochi secondi l’americano è stato buttato a terra ed ammanettato per poter effettuare un prelievo di sangue. Nel momento in cui egli stessò urlò che l’avrebbe fatto volontariamente, le guardie non sembravano voler sentire e poco dopo l’uomo morì.

l video è stato reso pubblico dopo la scelta da parte della famiglia Bronstein. Lo scopo è quello di accusare lo Stato della California e i singoli agenti che erano sulla scena quando Bronstein è morto.

Nessun ufficiale è stato ancora formalmente accusato.

Rebecca-Asia Spadon

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