La chiamano “crisi della nocciola”, e continua ad essere sempre più forte e importante. Nonostante sia una delle eccellenze italiane, attualmente rischia il raddoppio del prezzo. Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori Italiani, lancia l’allarme. Il 2025 è stato, infatti, “ancora un’annata nera per la produzione che crolla del 60% per l’impatto del climate change“, ha evidenziato. Il trend che porterà ad un aumento del prezzo di vendita, che potrebbe essere del doppio rispetto all’anno scorso.
Crisi delle nocciole, l’allarme degli Agricoltori Italiani

Già nl 2023 la produzione nazionale era scesa a 102mila tonnellate. Nel 2024 si era verificato un ulteriore ribasso a 85mila. Per questa nuova stagione si conferma la crisi per uno dei prodotti più importanti della frutta in guscio. È infatti l’ingrediente indispensabile per moltissime produzioni dell’industria dolciaria Made in Italy. Questo crollo porterà infatti ad un aumento del prezzo di vendita: si parla addirittura del raddoppio rispetto all’anno scorso. Secondo Cia si tratta di un problema legato ai cambiamenti climatici.
Infatti, un inverno troppo mite, piogge primaverili violente insieme alle alte temperature e alla siccità di giugno hanno messo in ginocchio 95mila ettari di noccioleti, presenti nel Lazio e in Campania, ma concentrati soprattutto in Piemonte. Anche la produttrice Cia, Daniela Ferrando, dalla provincia di Alessandria, ha rilasciato una dichiarazione. “A luglio abbiamo cominciato a veder cadere le nocciole vuote a terra e rispetto a una resa normale di 20 quintali a ettaro, la raccolta è ferma a 5”. Intanto, arriveranno campioni di nocciole dal Cile o dall’Oregon, potrebbero fare concorrenza in futuro alla produzione nazionale.
Marianna Soru





