“Accetto il tuo piano di pace per mettere fine alla guerra a Gaza”. Lo ha detto Netanyahu nella conferenza stampa congiunta alla Casa Bianca con Trump. Dal premier israeliano anche un ultimatum ad Hamas: se rifiuterà l’accordo avrà il “pieno appoggio degli Stati Uniti” e il “diritto” di “completare il lavoro” per annientare il gruppo estremista.

La proposta americana in 20 punti, accolta con favore da Palazzo Chigi (“può essere una svolta”), prevede che tutti gli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas saranno liberati entro 72 ore, vivi o morti. In cambio, Tel Aviv rilascerà 250 prigionieri palestinesi. Inoltre, i membri di Hamas che si impegnano a una coesistenza pacifica e a smantellare le proprie armi otterranno l’amnistia. Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza. Israele non occuperà né annetterà la Striscia. La delegazione negoziale di Hamas ha promesso di “studiare la proposta responsabilmente”; l’alto funzionario Muhammad Mardawi ha però dichiarato che il piano “pende verso la prospettiva israeliana”.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha accettato il piano di pace di Donald Trump per Gaza, che prevede – tra le altre cose – anche la formazione di “un nuovo organismo transitorio internazionale, il ‘Board of Peace’, che sarà presieduto e guidato dal presidente Donald J. Trump, insieme ad altri membri e capi di Stato che saranno annunciati, incluso l’ex Primo Ministro Tony Blair”. Il piano prevede poi il rilascio degli ostaggi e la fine delle ostilità a Gaza.

L’alto funzionario di Hamas Muhammad Mardawi ha dichiarato che il piano di pace per Gaza “pende verso la prospettiva israeliana”. E ancora: “La resistenza armata è un diritto del popolo palestinese finché esiste l’occupazione. Se il popolo palestinese sarà liberato e verrà creato uno Stato palestinese, allora non ci sarà più bisogno né di resistenza né di armi, e ciò farà parte dell’entità palestinese”.

Netanyahu ha telefonato al premier del Qatar Mohammed Bin Abdulrahman al-Thani, scusandosi per il raid del 9 settembre scorso a Doha che aveva come obiettivo la leadership di Hamas.

Intanto la Flotilla naviga verso Gaza. Il ministro Crosetto avvisa: “Se forzano il blocco c’è il rischio di effetti drammatici, ogni sforzo perché prevalga il senso di responsabilità”.