Dopo i tribunali di ordine inferiore, anche la Corte Suprema degli Stati Uniti ha sospeso il licenziamento della consigliera della Federal Reserve, Lisa Cook. A chiedere la sua rimozione dal Consiglio dei governatori della banca centrale era stato Donald Trump, che sta portando avanti da mesi una battaglia contro l’istituzione, nel tentativo di aumentare il controllo su di essa. I giudici hanno stabilito che Cook potrà conservare il proprio incarico fino al termine degli esami riguardanti il ricorso dell’amministrazione. Il verdetto, dunque, non è definitivo, e potrà essere confermato o capovolto nel corso dell’udienza prevista per gennaio.
Si tratta, in ogni caso, di una parziale sconfitta per il presidente. Trump aveva invocato a gran voce l’allontanamento della governatrice, accusandola di aver prodotto dei documenti falsi per pagare meno un mutuo. La consigliera gli aveva fatto causa, vincendo in primo grado e in appello. A quel punto, però, era scattata un’indagine del Dipartimento della Giustizia per presunta frode bancaria, un reato poco rilevante, ma usato spesso dall’amministrazione Trump come escamotage per ostacolare i suoi detrattori. In più di un’occasione, il tycoon ha minacciato di licenziare anche il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. Questo, tuttavia, non rientra tra i suoi poteri.
La partita tra Lisa Cook e Donald Trump non è ancora chiusa
Nel frattempo, Abbe Lowell, di Lowell & Associates, e Norm Eisen, del Democracy Defenders Fund, che rappresentano Lisa Cook, hanno comunicato in una nota: «La decisione della corte consente giustamente al governatore Cook di continuare a svolgere il suo ruolo nel consiglio della Federal Reserve. Attendiamo con ansia ulteriori procedimenti coerenti con l’ordine della corte». Il portavoce della Casa Bianca, al contrario, ha dichiarato: «Il presidente Trump ha rimosso legalmente Lisa Cook per giusta causa dal Consiglio dei governatori della Federal Reserve. Aspettiamo con ansia la vittoria finale dopo aver presentato le nostre argomentazioni orali alla Corte Suprema».
Con la creazione della Federal Reserve nel 1913, il Congresso approvò una legge chiamata Federal Reserve Act. Questa includeva disposizioni per proteggere la banca centrale da interferenze politiche, imponendo che i governatori fossero rimossi dall’incarico solo “per giusta causa” da un presidente, sebbene la legge non definisca il termine né stabilisca le procedure per la rimozione. La legge non è mai stata messa alla prova in tribunale.





