Il team a difesa di Diddy ha confermato di aver contattato la Casa Bianca, in merito a una possibile grazia da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Il rapper è stato dichiarato lo scorso luglio colpevole di due capi d’accusa di trasporto per prostituzione, ma è stato assolto dall’accusa di racket e traffico sessuale e si è dichiarato non colpevole di tutte e cinque le accuse. Attualmente è in attesa di conoscere la sua condanna, che arriverà nella sentenza prevista i primi di ottobre. Alla fine del mese di luglio, ha chiesto a un giudice di rilasciarlo con una cauzione di 50 milioni di dollari in attesa della sentenza di ottobre, ma gli è stata negata la libertà su cauzione dopo che il giudice distrettuale statunitense Arun Subramanian ha affermato che non era riuscito a dimostrare che ci fossero ragioni “eccezionali” per cui avrebbe dovuto essere rilasciato prima della sentenza.

Diddy, le dichiarazioni dei legali del rapper e della Casa Bianca

Intervista da CNN l’avvocato Nicole Westmoreland ha dichiarato e confermato il contatto con la Casa Bianca:Mi risulta che ci siamo contattati e abbiamo avuto conversazioni in riferimento alla grazia.” La legale ha aggiunto che il suo cliente è “una persona molto fiduciosa, e credo che rimanga fiducioso.” . Dal fronte governativo, un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato alla CNN che non avrebbe “commentato l’esistenza o meno di alcuna richiesta di clemenza”. Il Presidente ha speculato apertamente su una possibile grazia. A giugno aveva dichiarato che avrebbe preso in considerazione una possibile grazia per Combs e che avrebbe “certamente esaminato i fatti”.

La settimana scorsa, è ritornato a parlare di Diddy definendolo “mezzo innocente”, aggiungendo sulla possibilità che possa essere graziato: “più probabilmente un no..È ancora in prigione o qualcosa del genere, ma stava festeggiando una vittoria. Ma immagino che non sia stata una vittoria altrettanto buona.”. Trump ha continuato ricordando che in precedenza era “molto amichevole con lui” e che andavano molto d’accordo, anche se ha aggiunto che “non lo conosceva bene”. Il tycoon ha concluso: “Quando mi sono candidato, era molto ostile. Siamo esseri umani. E non ci piace che le cose offuschino il nostro giudizio, giusto? Ma quando conoscevi qualcuno e stavi bene, e poi ti candidavi per una carica pubblica, e lui faceva delle dichiarazioni terribili. Quindi non lo so…. Rende le cose da fare più difficili.”