Cavalcando l’onda del successo al botteghino di Superman, l’ Universo DC ha continuato a costruire il suo nuovo canone con l’acclamata seconda stagione di Peacemaker. La serie ha approfondito l’esplorazione della psiche di Christopher Smith (John Cena), costringendolo ad affrontare un passato traumatico mentre naviga in una complessa trama multiversale che coinvolge una realtà alternativa. Mentre la stagione ha ricevuto ampi elogi per la sua scrittura, la profondità emotiva e l’interpretazione di Cena, una lamentela è emersa tra i fan. Nonostante l’alta qualità della serie, molti spettatori hanno espresso frustrazione per la durata relativamente breve degli episodi settimanali, che hanno costantemente una media di circa 35 minuti e hanno lasciato il pubblico con la voglia di vederne di più. Con un solo episodio rimasto degli otto episodi della seconda stagione di Peacemaker, il creatore della serie e co-CEO di DC Studios, James Gunn, ha risposto direttamente alle preoccupazioni dei fan riguardo alla durata.
Gunn ha confermato sui social media che il finale della seconda stagione durerà oltre 57 minuti, rendendolo l’episodio più corposo dell’intera serie. Questo annuncio rassicura sul fatto che la serie intende dedicare tanto tempo alla risoluzione dei suoi numerosi fili di trama in sospeso. Dopotutto, il finale dovrà affrontare il destino della dimensione alternativa Terra-X, le vere motivazioni dietro la caccia ossessiva di Rick Flagg Sr. (Frank Grillo) alla tecnologia dei portali e la risoluzione emotiva definitiva per lo stesso Christopher Smith. Sebbene alcuni fan abbiano espresso il loro disappunto per la brevità degli episodi, la struttura narrativa serrata della stagione può essere considerata uno dei suoi maggiori punti di forza. Ogni capitolo della seconda stagione di Peacemaker è denso di dialoghi, azione e momenti commoventi, senza lasciare spazio a riempitivi. Ogni momento è ben studiato e non fa perdere tempo alla narrazione, non la rallenta e non crea vuoti.
L’episodio finale della seconda stagione di Peacemaker sarà il più lungo di sempre

La seconda stagione di Peacemaker ha mantenuto un punteggio quasi perfetto su Rotten Tomatoes, migliorando l’accoglienza già stellare della prima stagione. Il plauso suggerisce che gli episodi siano esattamente della lunghezza richiesta dalla storia, dando priorità alla qualità e allo slancio narrativo rispetto alla durata. Lo stesso Gunn ha sostenuto la libertà creativa offerta dallo streaming, affermando di concentrarsi sul montaggio del miglior episodio possibile, lasciando la sua lunghezza una preoccupazione secondaria. Per i servizi di streaming, un drama di “un’ora” dura in genere tra i 42 e i 55 minuti, uno standard stabilito da decenni di reti televisive che hanno dovuto tenere conto delle interruzioni pubblicitarie. Con Peacemaker che pubblica episodi settimanalmente, l’attesa può far sembrare una puntata di 35 minuti un po’ vuota.
Tuttavia, l’alternativa, ovvero estendere artificialmente gli episodi. porta spesso a problemi di ritmo e a una narrazione non sempre al passo. Mantenendo la maggior parte degli episodi concisi e d’impatto, Gunn assicura che la stagione rimanga vivace e coinvolgente, riservando il capitolo più lungo per un finale a cui è stato dato lo spazio necessario per offrire una conclusione chiara che si collega al prossimo film ” Man of Tomorrow”. È ovvio che certi tipi di lamentele siano un aspetto positivo anche per James Gunn. I fan chiedono più Peacemaker perché la serie qualitativamente è a livelli altissimi. Se fosse stato un prodotto scadente, nessuno ne avrebbe voluto di più. Resta il fatto che, nonostante gli episodi al di sotto della media in termini di lunghezza, Peacemaker è riuscito a concentrare tantissimi eventi in poco tempo nel miglio modo possibile, grazie alla mano e alla penna di James Gunn.
Alessandro Libianchi
Fonte: Threads





