Hamas ha accettato di consegnare le armi a un’autorità egiziano-palestinese durante i negoziati indiretti che il movimento sta conducendo con Israele nella città egiziana di Sharm el-Sheikh. Lo riferisce l’agenzia Efe dal Cairo e lo riporta anche Sky News Arabia, citando una fonte palestinese, secondo cui l’organizzazione ha anche accettato di consentire a tutti i suoi leader di lasciare Gaza e ha chiesto agli Usa garanzie che non sarebbero stati perseguitati.
Inoltre, afferma la fonte, Hamas “rifiuta la presenza dell’ex primo ministro britannico Tony Blair come governatore di Gaza”, ma “accetta che svolga un ruolo di supervisione a distanza”. L’organizzazione ha inoltre respinto “categoricamente” la consegna della Striscia di Gaza a un comitato di transizione internazionale, in conformità con il piano Trump. La fonte ha aggiunto che Hamas ha chiesto un cessate il fuoco nello spazio aereo israeliano sopra Gaza, per poter recuperare gli ostaggi entro una settimana.
Hamas “non si fida dell’occupazione, nemmeno per un secondo”. Lo ha affermato il capo della delegazione negoziale di Hamas, Khalil al-Hayya, secondo quanto riportato dal media statale egiziano Al-Qahera News. “Pertanto, vogliamo garanzie concrete“, ha aggiunto al-Hayya, accusando Israele di aver violato due cessate il fuoco nella guerra a Gaza.
“Nel corso della storia, l’occupazione israeliana non ha mai mantenuto le sue promesse e lo abbiamo sperimentato due volte in questa guerra”. “Siamo venuti a Sharm el-Sheikh per condurre negoziati responsabili e seri al fine di fermare la guerra contro il nostro popolo a Gaza. Portiamo con noi gli obiettivi e le aspirazioni del nostro popolo alla stabilità, alla sovranità e all’autodeterminazione”, ha specificato il capo della delegazione negoziale di Hamas.
Hamas chiede anche la restituzione, nell’ambito dei negoziati in corso a Sharm per il rilascio degli ostaggi, dei corpi di Yahya Sinwar, l’ideatore dell’attacco del 7 ottobre, e di suo fratello Muhammad, anch’egli eliminato dopo aver assunto il ruolo di leader dell’organizzazione nella Striscia di Gaza. Lo riporta il Wall Street Journal, citando mediatori arabi, sottolineando che si tratta di una richiesta che Israele ha già respinto in passato.





