Dopo la liberazione degli ostaggi, è iniziata la fase 2 dell’accordo per Gaza. Donald Trump lo ha ufficializzato al summit di Sharm el-Sheikh, dove ha aperto a un ruolo per Hamas come forza di polizia palestinese. “Il lavoro non è terminato”, ha tuonato Trump su Truth, chiedendo il ritorno immediato delle salme degli ostaggi deceduti. La fazione palestinese ha quindi annunciato la restituzione di altri 4 corpi: “La pressione israeliana e quella dei mediatori hanno fatto il loro lavoro e Hamas è andata nel panico”, ha commentato una fonte politica israeliana ai media ebraici. Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha tuttavia avvertito che potrebbero volerci “giorni o settimane” per ritrovarli tutti sotto le macerie della Striscia: la questione è “una sfida enorme, ancora più grande del rilascio delle persone vive”, ha spiegato, ammettendo che esiste anche la possibilità che non vengano mai ritrovati.
Anche l’Egitto, riferiscono media arabi, ha inviato sue squadre a Gaza per aiutare a individuare la posizione degli ostaggi deceduti e accelerare la consegna a Israele.
Le condizioni sul terreno sono disastrate: secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, oltre l’80% degli edifici nella Striscia sono andati distrutti o danneggiati dalla guerra, e nella sola Gaza City la percentuale arriva al 92%. L’Undp descrive la distruzione come “devastante”, con almeno 55 milioni di tonnellate di macerie da smaltire prima di avviare la ricostruzione. Le autorità locali del resto affrontano le stesse difficoltà nel recupero dei corpi dei palestinesi uccisi durante la guerra: dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, le squadre di soccorso hanno recuperato più di 250 corpi, alcuni dei quali giacevano per strada, scrive l’agenzia palestinese Wafa, ma si stima che siano oltre 10.000 quelli sotto le macerie.
Intanto sono nove le vittime palestinesi il giorno dopo la firma dell’accordo. Secondo l’esercito israeliano si torvavano in una zona vietata. Una fonte medica ha affermato che sono stati uccisi dai droni israeliani mentre stavano ispezionando le loro case nel quartiere di Shuja’iyya, a est di Gaza City. L’agenzia Wafa denuncia che ieri sera un altro palestinese è stato ucciso a Khan Yunis. Per Hamas è «una violazione dell’accordo per il cessate il fuoco». A riferirlo un portavoce citato da Bbc.
Sul fronte della riconsegna degli ostaggi deceduti, Israele fa sapere che ieri era il termine ultimo. In serata altre quattro salme di ostaggi sono state consegnate alla Croce Rossa. In giornata, Israele aveva deciso di non riaprire il valico di Rafah che collega la Striscia all’Egitto e permette di consegnare gli aiuti.





