Da quando, a fine 2024, gli Oasis hanno scioccato il mondo annunciando la loro inattesa pace e, soprattutto, un reunion tour per riprendere il discorso interrotto bruscamente nel 2009, ogni singolo fan di ogni nazione esistente nel globo terracqueo ha un solo desiderio: che la band suoni nel suo Paese. Le date previste nel 2025 sono ormai agli sgoccioli ma, come anticipato dallo stesso Liam Gallagher, si pensa già al prossimo anno. Tra le possibili tappe di una seconda fase della tournée dei record, naturalmente, c’è anche l’Italia e si parla, nello specifico, della Capitale.
L’idea di vedere i fratelli Gallagher esibirsi nell’Urbe è sicuramente allettante, ma si tratta di una concreta possibilità o soltanto di un sogno a occhi aperti? Incalzato durante un’intervento nella trasmissione radiofonica Un giorno da pecora, Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma, ha condiviso la propria opinione.
La condizione irrinunciabile per gli Oasis nella Città Eterna
Per Onorato è troppo presto per parlare di proposte o accordi concreti. Ha confermato, però, l’interesse da parte del Comune di Roma verso l’evento, e ha ribadito di aver messo a disposizione sia il Circo Massimo che lo Stadio Olimpico. L’importante, per lui, è che Liam e Noel non facciano scherzi, e mantengano salda questa ritrovata complicità.
Queste le parole dell’assessore: «Ce lo auguriamo, non è facile, è un tema economico. Innanzitutto, bisogna accertarsi che i fratelli Gallagher non litighino e lo dico seriamente: devono terminare un tour internazionale, poi sviluppare l’Europa e poi capire se vengono in Italia. Non ci costa nel senso che se è ‘a biglietto’, a pagamento, noi dando una nostra location ci guadagniamo. Ma ogni location ha un costo e, ad esempio, alcuni luoghi di Milano costano meno rispetto a Roma».
Federica Checchia





