Nella notte tra martedì e mercoledì, un nuovo attacco effettuato dalla Russia con missili e droni ha colpito Kiev e diverse altre località. Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha fatto sapere che, tra i luoghi interessati dal raid, c’è anche una scuola dell’infanzia a Kharkiv, la seconda città più popolosa del Paese dopo la capitale. Ha dichiarato, inoltre, che il bombardamento ha provocato la morte di sette persone e il ferimento di almeno ventisei.
Su X, Zelensky ha pubblicato il seguente messaggio: «Un attacco di droni russi ha colpito un asilo a Kharkiv, dopo un massiccio attacco avvenuto durante la notte. Purtroppo, una persona è rimasta uccisa: le mie condoglianze alla famiglia in lutto. Al momento, sette persone sono rimaste ferite e stanno ricevendo cure mediche. Tutti i bambini sono stati evacuati e si trovano ora in rifugi. I rapporti preliminari indicano che molti mostrano forti reazioni da stress».
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Ha poi concluso: «Non c’è alcuna giustificazione per un attacco di droni contro un asilo, né potrà mai essercene. È chiaro che la Russia sta diventando sempre più sfacciata. Questi attacchi sono lo sputo in faccia della Russia a chiunque insista per una risoluzione pacifica. Teppisti e terroristi possono essere messi al loro posto solo con la forza».
A finire nel mirino russo sarebbero state le infrastrutture energetiche e gli edifici residenziali di dieci regioni, quasi tutte nella parte centrale della nazione. Giusto ieri sera, l’amministrazione statunitense aveva smentito l’incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin, inizialmente previsto a Budapest. Rispondendo a una domanda sul perché i piani siano saltato, il presidente degli Stati Uniti ha detto: «Non voglio partecipare a un incontro inutile, non voglio perdere tempo».





