Donald Trump era arrivato in Alaska dicendo di volere un cessate il fuoco e precisando in aereo di sapere che forse non sarebbe stato immediato, ma che non sarebbe stato contento se non fosse arrivato oggi. Quindi la giornata si è conclusa senza un cessate il fuoco e con una conferenza stampa congiunta- lampo, in cui (cosa estremamente rara per Trump) non hanno risposto a nessuna delle domande gridate dai giornalisti. Putin ha confermato, invece, che la strada intrapresa con Trump è quella verso la pace in Ucraina e ha sottolineato di aspettarsi che Kiev e l’Europa non ostacolino i progressi che stanno emergendo per la risoluzione del conflitto.

Trump e Putin in Alaska, cosa hanno detto in conferenza

Trump e Putin sono entrati alle 14:53 in conferenza davanti ai giornalisti, dopo l’incontro, alle loro spalle la scritta «Pursuing Peace» (perseguire la pace). Dodici minuti dopo la conferenza stampa era già finita; Trump ha parlato per appena tre minuti.  

Putin ha parlato per primo e ha riservato grandi complimenti al presidente Trump, dicendo che i negoziati sono stati «costruttivi» ma poi ha evocato il solito termine noto agli europei: «La situazione in Ucraina ha a che fare con le minacce alla nostra sicurezza. Per una soluzione di lungo periodo bisogna eliminare le radici primarie e le cause primarie di quel conflitto». 

La posizione di Putin non sembra dunque cambiata: il termine «cause alla radice del conflitto» ha sempre indicato nella sua visione non solo la necessità di evitare l’ingresso dell’Ucraina nella Nato, ma anche limitarne le capacità militari e spingere per un governo pro-Mosca a Kiev. Ma Putin con quest’incontro seguito da decine di giornalisti arrivati dalla Russia può spedire a casa immagini che mostrano che il suo Paese non è così isolato come i nemici affermano. Il leader russo ha riservato la maggior parte del suo intervento al tema dei rapporti bilaterali con gli Stati Uniti, che – ha sottolineato – devono essere migliori perché erano caduti «al punto più basso dalla Guerra fredda e questo non è di beneficio per nessuno» (ha anche ricordato che i confini russi e americani distano qui solo 4 km e ha rivelato la frase che ha detto a Trump appena atterrato: «Buon pomeriggio, vicino. È bello vederti in buona salute e in vita»). Il leader russo ha ricordato che nel 2022, nel suo ultimo contatto con l’amministrazione Biden, provò a convincere l’allora presidente «a non portare le ostilità al punto di non ritorno. Ho detto chiaramente che è un grosso errore». 

Trump ha dichiarato che l’incontro è stato «molto produttivo»:   «Ci sono molti punti in cui ci siamo trovati d’accordo, la maggior parte direi. Su un paio di grossi punti non ci siamo ancora  ma abbiamo fatto progressi». «Non c’è accordo finché l’accordo non c’è», ha aggiunto, spiegando che parlerà con gli alleati europei e con Zelensky di quanto discusso con Putin. Ma non è chiaro di quali progressi si tratti: tutti credono che se davvero ci fosse stato un successo, Trump l’avrebbe annunciato.