Una detenuta del carcere di Vercelli è rimasta incinta, e il suo caso ha destato stupore. Il centro detentivo, infatti non dispone di uno spazio per l’intimità come altre strutture italiane, nelle quali è possibile avere rapporti sessuali con partner esterni senza sorveglianza. Ha scoperto la sua gravidanza, già alla nona settimana, in pronto soccorso, dov’era stata portata dopo aver accusato un malore.
La donna ha una sorta di relazione con un altro detenuto, con il quale aveva avuto una bambina nel 2018; i due, tuttavia, non sono sposato, e inizialmente l’uomo non aveva riconosciuto sua figlia. Il riconoscimento è avvenuto solo di recente e, proprio grazie a questo, i detenuti hanno ottenuto degli incontri periodici con la piccola, e poi anche da soli.
La detenuta rimasta inspiegabilmente incinta è il sintomo di un sistema penitenziario fallace
Di regola, questi colloqui dovrebbero avvenire in stanze sorvegliate; la stanza del carcere di Vercelli adibita a questo ha una vetrata ed è controllata dall’esterno da una guardia o a distanza, attraverso telecamere di videosorveglianza. Non è chiaro, dunque, come il rapporto sessuale abbia potuto avere luogo senza che la polizia penitenziaria si accorgesse di qualcosa; al momento, il direttore non ha ancora rilasciato dichiarazioni riguardo alla notizia.
Chi, invece, ha commentato in modo duro l’accaduto, è il segretario generale dell’Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria (Osapp), Leo Beneduci. L’uomo ha incolpato i dirigenti del carcere affermando come casi come questi dimostrino «l’esistenza di un sistema penitenziario che non funziona, in cui i detenuti fanno sempre più spesso quello che vogliono».
Federica Checchia





