Sydney Sweeney, in una nuova, lunga intervista con Variety ha riflettuto sul suo prossimo ruolo nei panni della campionessa di pugilato Christy Martin, sulle sue responsabilità come attrice, come influencer e sulle voci che la vorrebbero in un nuovo film di James Bond. E, quando le viene chiesto se si sente un animale in gabbia ad Hollywood, l’attrice ha risposto: “In un certo senso sono decisamente un animale in gabbia“, dice. “Recitare è il mio campo d’azione. È lì che mi sento libera. Il set è dove tutto il resto tace. Per Christy, il ring era la sua via di fuga. È quasi come essere un animale in gabbia dentro questo anello, ma è il luogo in cui si sente più libera“. Per sua stessa ammissione, Sweeney preferisce gli archetipi imperfetti, che le attrici raramente affrontano. “Tendo a gravitare attorno a personaggi stereotipicamente antipatici, e mi piace stimolare il pubblico a provare empatia per quella persona“, afferma. “Olivia era proprio così: una ragazza molto aggressiva, della Generazione Z, schietta e diretta“.

E, quando arriva la domanda su James Bond, che cavalca le insistenti voci delle ultime settimane, Sweeney risponde: “Non posso. Non lo so. A dire il vero, non conosco tutte le voci su Bond, ma sono sempre stata una grande fan del franchise e sono emozionata e curiosa di vedere cosa ne faranno“, dice. “Dipende dalla sceneggiatura. Penso che mi divertirei di più nei panni di James Bond“. Nelle prossime sette settimane, due suoi film usciranno al cinema. Il 7 novembre, la prestigiosa produttrice e distributrice esordiente Black Bear lancerà “Christy”, che ha visto Sweeney trasformarsi in modo irriconoscibile, accumulando circa 14 chili di muscoli e subendo almeno una commozione cerebrale. Seguirà il 19 dicembre “The Housemaid” della Lionsgate, un thriller psicologico sulla falsariga di “The Hand That Rocks the Cradle” che, secondo il regista del film, Paul Feig, sta “superando ogni aspettativa” e sembra destinato a diventare un successo natalizio. Sweeney ha prodotto entrambi i film con la sua etichetta Fifty-Fifty.
Alessandro Libianchi
Fonte: Variety





