In Giappone esistono spazi sicuri in cui si può piangere senza essere giudicati. I Crying cafè sono aree ideate per consentire a chiunque di sfogarsi liberamente, lontani da occhi indiscreti, dando via libera alle emozioni negative.

Rui-katsu e Crying Cafè: l’arte di celebrare le lacrime

Crying cafè
Foto da Freepik

Si chiama Rui-katsu e significa, letteralmente, “attività del pianto” intesa come l’arte di ricercare le lacrime. L’origine del termine deriva da 「涙」(rui, “lacrima”) e 「活動」(katsu, “attività”). In Giappone è una vera e propria pratica sociale che consiste nel riunirsi per piangere insieme con un unico scopo: migliorare il proprio benessere emotivo. Nel Paese del Sol Levante esprimere le proprie emozioni è visto quasi come un modo di fare che richiede una sorta di pudore e nascondimento; la cultura nipponica è, infatti, da sempre molto raffinata e volta all’introspezione ma anche a una sorta di controllo sulle proprie emozioni.

La pratica del Rui-katsu nasce come opzione empatica, incentivando il lasciarsi andare non avendo paura dei giudizi altrui, ed è proprio questa tendenza che ha ispirato i Crying Cafè; luoghi sicuri in cui sfogarsi e piangere indisturbati. Le lacrime che sgorgano durante le sessioni di pianto collettivo stimolato dalla pratica Rui-katsu non sono sinonimo di debolezza ma rappresentano un segno di un’azione atta a ritrovare l’equilibrio interiore ed emotivo, una cura della propria interiorità. Tra spazi sicuri arredati con minuzia, luci soffuse e stimoli che pungolano la dimensione interiore di ognuno per facilitare il pianto, fra una stilla e l’altra, piangere diventa massima espressione di libertà all’interno dei Crying Cafè, con stanze adibite ad hoc che ospitano e cullano emozioni e fragilità umane.

Sentirsi liberi fra lucciconi e lacrime: Come funziona

Il primo evento in cui si è, effettivamente, sdoganato il pianto come pratica di riconciliazione con le proprie emozioni risale al 2013 quando Hiroki Terai ha tenuto il primo evento di Rui-Katsu. Durante le sessioni di pianto collettivo i partecipanti guardano film commoventi, leggono storie tristi o ascoltano musica malinconica, raccontano storie scelte appositamente per esortare i lucciconi dei soggetti che partecipano agli incontri a scivolare sul volto. Lo scopo di questa pratica è volto a ridurre la tensione e migliorare l’umore: piangere deliberatamente significa anche favorire una sensazione di benessere emotivo e di libertà, soprattutto in un Paese come il Giappone dove prevale culturalmente la moderazione emotiva.

In questo senso, i Crying Cafè offrono uno spazio protetto dove essere sé stessi, senza sentirsi sviliti per aver mostrato le proprie emozioni. Piangere, sfogarsi, esprimere emozioni sono i punti principali di queste aree di libertà emotiva ma, soprattutto, la forza di questi locali è dovuta probabilmente al fatto che il cliente si sente ”accolto” in un ambiente privo di valutazioni o verdetti in cui deve dimostrare di essere sempre in un certo modo. Il contesto supportivo, predisposto al rilascio emozionale, risulta anche in un certo senso ”neutro”: non è infatti obbligatorio spiegare i motivi dello sfogo o del pianto, perché l’obiettivo primario è che quello spazio emozionale diventi rifugio.

Crying Cafè, effetti fisiologici e psicologici del pianto

Piangere fa bene poiché attiva la regolazione emotiva, essendo un meccanismo di risposta naturale, aiuta a gestire lo stress e a liberare le tensioni. In un mondo sempre più frenetico dove l’immagine di ognuno, anche in Occidente, tende a volersi mostrare sempre più impeccabile i Crying Cafè sono una soluzione empatica e sensibile a un universo che sta, sempre di più, robotizzando (anche) i sentimenti e le espressioni emotive. Il pianto, oltretutto, ha Effetti Fisiologici che contribuiscono al benessere dell’organismo, fra cui:

  • Riduzione del cortisolo: Piangere riduce i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Dopo aver pianto, infatti, si sperimenta un calo della tensione muscolare e si acquisisce un senso di calma.
  • Rilascio di endorfine e ossitocina: sostanze chimiche associate al benessere che contribuiscono a una sensazione di sollievo.
  • Regolazione del sistema nervoso: L’ attivazione del Sistema Nervoso Parasimpatico induce un senso di calma, in quanto la frequenza cardiaca rallenta e il corpo si ritrova in uno stato di tranquillità.

Per quanto riguarda, invece, gli Effetti Psicologici del pianto:

  • Rilascio emotivo (catarsi): Piangere aiuta ad esprimere emozioni represse. In seguito al pianto, infatti, di solito si sperimentano sensazioni di tranquillità o “leggerezza” interiore, sensazioni riconducibili alla liberazione emotiva.
  • Regolazione dello stress e rilascio della tensione: Piangere aiuta anche a contrastare l’accumulo di stress.

I Crying cafè hanno sdoganato non solo l’arte delle lacrime legata alla pratica del Rui-katsu per riconnettersi alla propria interiorità ma hanno anche evidenziato come il pianto favorisca l’empatia, strettamente legata alla connessione emotiva; le lacrime non solo creano sollievo singolarmente ma se ”condivise” possono unire le persone creando una sorta di coesione fra le proprie sensazioni e quelle degli altri.

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