È ancora caccia ai ladri del Louvre. Nella giornata di ieri i due uomini in custodia per la rapina hanno “parzialmente ammesso il loro coinvolgimento”, come riportato dalla procuratrice generale di Parigi, Laure Beccuau. Che, durante una conferenza stampa in merito al furto del 19 ottobre al museo, ha dichiarato che i due presunti rapinatori “sono attualmente davanti ai magistrati”. Sono infatti incolpati di “incriminazione per i reati di furto in banda organizzata, che prevede una pena di 15 anni di reclusione”, e per “associazione a delinquere”.
Ladri del Louvre, parziale confessione dei sospettati

Sempre la procuratrice ha poi sottolineato che le indagini vanno avanti. Purtroppo, per ora, i gioielli rubati “non sono ancora in nostro possesso”. Ha comunque voluto lanciare un appello ai ladri in questione. “Questi gioielli sono ormai invendibili: chiunque li acquisti sarebbe colpevole di ricettazione. C’è ancora tempo per restituirli”. Beccuau ha poi sottolineato il fatto che il restauro della corona dell’imperatrice Eugénie, abbandonata nella fuga di ladri del Louvre, ‘”sarà delicato”. I due sospettati erano già noti alla polizia, in particolare per furti. Uno dei due ha 34 anni, e ha dichiarato agli inquirenti di aver lavorato come fattorino. Noto alla polizia per reati stradali, era già stato condannato per furto.
Mentre il secondo ha 39 anni, viveva anche lui a Seine-Saint-Denis. Ex tassista senza patente e poi fattorino, sulla sua fedina penale reato di furto aggravato. Per la procura di Parigi, l’uomo era sotto sorveglianza giudiziaria in un caso di rapina aggravata. Dovrà infatti comparire in giudizio il prossimo novembre presso il tribunale di Bobigny. La polizia ha rintracciato entrambi gli uomini grazie alle tracce di dna trovate, nel caso di uno su uno scooter e su oggetti recuperati dalla polizia dopo la fuga dell’altro. Ovviamente la procuratrice Beccuau “non esclude la possibilità” che ha compiere il colpo sia stato un gruppo più ampio dei quattro rapinatori.
Marianna Soru





