Quando, lo scorso 27 ottobre, Rosalía ha pubblicato Berghain, primo singolo del suo nuovo album Lux, disponibile dal 7 novembre in formato fisico e digitale, le intenzioni della popstar spagnola sono apparse subito chiare. Nel realizzare questo disco, Rosalía Vila Tobella non ha avuto in mente classifiche, streaming e vendite neanche per un istante. Al contrario, nelle interviste di promozione sembra voler mettere le mani avanti e quasi scusarsi per la complessità del suo progetto: «So che chiedo tanto al pubblico con questo album».
Il viaggio spirituale di Rosalía

L’ascolto di Lux, in effetti, richiede tanto, tantissimo, in termini di comprensione ed elaborazione. Lo fa, tuttavia, senza diventare un esercizio di stile o puro manierismo; in ognuna delle quindici tracce (diciotto, nel formato fisico) appare evidente tutta l’anima della cantante, declinata in sfumature emotive che alternano momenti di sacralità a concretezza carnale.
Un comunicato stampa ha descritto l’album come «un ampio arco emotivo che esplora il mistero femminile, la trasformazione e la trascendenza — muovendosi tra l’intimità e una dimensione quasi operistica per creare un mondo radioso in cui suono, linguaggio e cultura si fondono in un tutt’uno». Prodotto da Columbia Records, vede Rosalía confrontarsi con ben tredici lingue e le più svariate sonorità, che spaziano da melodie pop all’opera, intersecandosi tra loro con un attenzione al dettaglio quasi maniacale.
La tracklist di “Lux”
Registrato con la London Symphonic Orchestra, diretta da Daníel Bjarnason, il quarto album in studio è un percorso spirituale tutto al femminile. Non per niente, l’artista si fa accompagnare in questo viaggio trascendentale da una serie di voci come Björk, Carminho, Estrella Morente e Silvia Pérez Cruz, ma anche l’Escolania de Montserrat iCor Cambra Palau de la Música Catalana, Yahritza e Yves Tumor.
Di deguito, la tracklist:
Sexo, Violencia y Llantas
Reliquia
Divinize
Porcelana
Mio Cristo Piange Diamanti
Berghain
La Perla
Mundo Nuevo
De Madrugá
Dios Es Un Stalker
La Yugular
Focu ‘ranni [Exclusive]
Sauvignon Blanc
Jeanne [Exclusive]
Novia Robot [Exclusive]
La Rumba Del Perdón
Memória
Magnolias
L’omaggio a Santa Rosalía
«Sono stanca di vedere la gente che fa riferimento alle celebrità, e le celebrità che fanno riferimento ad altre celebrità. Mi entusiasmano molto di più le sante», ha spiegato di recente Rosalía e, in effetti, Lux va descritto come una preghiera moderna. Traccia dopo traccia, affronta l’idea della fine -quella della sua storia d’amore con Rauw Alejandro e quella del mondo, funestato da conflitti- e la trasforma in una crescita personale.
E infatti, in Focu ‘ranni, cantata in siciliano, la cantante omaggia Santa Rosalía, della quale ha studiato a lungo la vita. Nel XII secolo, la futura patrona di Palermo avrebbe annullato il proprio matrimonio il giorno prima delle nozze per dedicarsi a una vita eremitica.
Rosalía in “Lux”: santa, artista, donna
La popstar, tuttavia, non intende presentare se stessa come un essere immacolato e perfetto, nonostante nella copertina del disco si mostri con il velo da suora. Nell’introduttiva Sexo, Violencia, y Llantas canta “Che bello sarebbe lasciare questa Terra, andare in Paradiso e poi tornare sulla Terra”, e questo dualismo tra terreno e divino è il filo conduttore che unisce ogni brano. Se in Mio Cristo Piange Diamanti appare eterea e sognante, Berghain brucia di struggimento e passione soffocata. Il suo essere una, nessuna e centomila viene spiegato con chiarezza in un verso di Reliquia, in cui lei stessa spiega “Non sono una santa, ma mi sento benedetta”, ammettendo candidamente le proprie ombre, in modo da far risaltare quella luce che dà il titolo all’album e che viene da dentro.
Anche le sante, dopotutto, un tempo sono state semplici donne, hanno commesso errori, li hanno accettati e superati. Il misticismo femminile esaltato da Lux anela a Dio, ma passa per la Terra, e la celebra in tutte le sue contraddizioni. Proprio come Florence Welch nell’ultimo album Everybody Scream, anche Rosalía è spirito, carne, giorno e notte, santa e strega, creatura celestiale e femmina, in un’evoluzione continua, che si apre al mondo attraverso l’utilizzo di lingue che non le appartengono, per superare le barriere linguistiche, arrivare all’orecchio di chiunque sia pronto ad ascoltarla e parlare dell’argomento più complesso, caleidoscopico e coraggioso che un artista possa trattare: il suo vero Io, in ogni sfumatura della sua meravigliosa e imperfetta umanità.
Federica Checchia





