È una vera e propria guerra quella dichiarata dalla Francia agli sprechi alimentari. Da qualche mese, infatti, i supermercati non potranno più buttar via il cibo invenduto, ma convertirlo in concime, darlo via come foraggio per gli animali o, ancora meglio, donarlo alle famiglie in difficoltà economica. La legge approvata dall’Assemblea Nazionale, la Camera Bassa del Parlamento, spera così di ridurre di almeno la metà gli sperperi del 2025.

Sprechi alimentari: ogni anno il 35% dei prodotti viene buttato via

Stando alle cifre emerse dagli studi sul tema, attualmente in Francia vanno a finire tra i rifiuti fino a trenta Kg di cibo pro capite, per un valore che si aggira intorno ai venti miliardi di euro. Per questo motivo, le nuove regole chiedono ai grandi distributori (con una superficie superiore ai quattrocento metri quadrati) di trovare un accordo con le organizzazioni di beneficenza. Questo consentirà di offrire assistenza a chi ne ha bisogno e per evitare di gettare via alimenti in scadenza. I prodotti avariati e non più commestibili, invece, si potranno riutilizzare per il compostaggio agricolo o per finalità energetiche. Le pene previste arriveranno a due anni di reclusione e comporteranno un’ammenda di settantacinquemila euro.

Secondo la FAO, ogni anno il 35% di quanto prodotto va a finire nella spazzatura. Anche associazioni come Waste Watchers e Planetoscope denunciano costantemente le enormi quantità di prodotti alimentari gettati tra i rifiuti. Il costo di tale spreco si aggira intorno al trilione di dollari annui. In questo contesto desolante per la salvaguardia del pianeta, dunque, l’esempio francese è un passo importante verso un’economia condivisa e sostenibile.

Federica Checchia