Ercole Orlandi e Maria Pezzano sono i genitori di Emanuela Orlandi, Pietro e, insieme ai loro altri 3 figli. Il padre ha lavorato come commesso della Prefettura della casa pontificia mentre non si hanno notizie sulla carriera della madre (che oltre ad Emanuela ha avuto altri 4 figli). I due hanno vissuto a Città del Vaticano e vi sono rimasti anche negli anni che hanno seguito la scomparsa della loro penultima figlia, e che ha rappresentato uno dei più misteriosi e controversi gialli della cronaca italiana.

“Alla fine il suo forte cuore ha dovuto arrendersi alla morte. ‘Sono stato tradito da chi ho servito’, furono le parole che mio padre disse qualche tempo prima di quel 4 marzo 2004. Per me queste parole valgono più di una prova sulla responsabilità di chi ha rubato la vita ad Emanuela e distrutto la nostra. Pagheranno per quello che hanno fatto”

La madre, Maria Pezzano, ha oggi 93 anni e vive ancora in Vaticano, nell’appartamento in via Sant’Egidio in cui Emanuela non tornò mai dopo il 22 giugno 1983. Anche lei ha sempre cercato la verità sulla scomparsa della figlia, seppur rimanendo un passo indietro rispetto ai figli e poi ai nipoti. Ercole e Maria sono stati sposati per 54 anni.

A seguito della scomparsa di Emanuela Orlandi, la madre Maria Pezzano, così come il marito e il resto della sua famiglia, non ha mai smesso di battersi per cercare di ottenere la verità sulla sparizione della ragazza, 15enne all’epoca dei fatti e insieme ai suoi figli ha lanciato appelli e preso parte a eventi e manifestazioni per far luce su quanto accaduto a Emanuela. Nel 2004 Ercole Orlandi è scomparso all’età di 76 anni.

La signora Pezzano è anche nonna, e per i suoi nipoti – soprattutto le tre ragazze di Pietro che sono in prima fila nella battaglia per la verità -, è una figura importante soprattutto dopo la perdita nel 2004 del capofamiglia, il messo pontificio Ercole Orlandi, che morì di crepacuore per non essere riuscito a trovare la sua Emanuela. Ancora oggi nonna Maria risiede in Vaticano, nello stesso appartamento di via Sant’Egidio dal quale “Lellè”, come lei la chiamava, uscì la sera del 22 giugno 1983 e non tornò più.

Pietro Orlandi contro Massimo Giletti, cosa è successo e cosa c’entra lo zio

Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, ha definito “vergognoso” un servizio trasmesso da Massimo Giletti nel suo programma Lo Stato delle Cose. “Voleva infangare la famiglia con cose false”, ha dichiarato. Nel servizio in questione, Giletti ha mostrato un documento estremamente riservato dei servizi segreti secondo cui Mario Meneguzzi, zio di Emanuela, sarebbe stato seguito con attenzione. Al documento, ha spiegato il conduttore, mancano però 4 pagine. Nel suo programma Lo Stato delle Cose, in prima serata su Rai3, Massimo Giletti ha mostrato un documento “estremamente riservato dei servizi segreti: questa è la prima pagina, il documento è molto più completo”, ha detto.

“Da questo documento emerge che c’erano delle pagine riservatissime sui familiari della famiglia di Emanuela Orlandi e in particolare veniva attenzionato lo zio Mario. C’è un dato molto delicato: a questo documento mancano 4 pagine che qualcuno ha tolto”, ha spiegato Giletti.

“Questo documento in questo momento è alla procura di Roma ma le domande che ci dobbiamo porre è : perché hanno tolto queste 4 pagine? Chi è stato? E che cosa c’era scritto in queste 4 pagine?”, ha aggiunto il giornalista e conduttore. Giletti ha fatto riascoltare una telefonata trasmessa da “Chi l’ha visto?” il 3 luglio 2024, giunta a casa della famiglia Orlandi 13 giorni dopo la scomparsa di Emanuela, avvenuta il 22 giugno 1983.

Nella registrazione si sente la voce di Mario e, dall’altra parte, una voce femminile – che Pietro avrebbe successivamente riconosciuto come quella di Emanuela – ripetere le parole “in un paesino sperduto per Santa Marinella” e “15”.

Il conduttore ha poi mostrato un articolo del Corriere della Sera del 26 aprile 1984 in cui Mario affermava che “Emanuela pronunciò queste parole: 15… via Santa Marinella”. Giletti ha però fatto notare un dettaglio: Emanuela nella telefonata non aveva mai pronunciato la parola “via”. A questo punto, gli inviati del programma Francesca Ronchin e Paolo Orofino si sono recati a Santa Marinella per verificare.

Nel servizio viene spiegato che nei giorni seguenti la scomparsa di Emanuela, lo zio Mario fu pedinato dai servizi segreti e dalle forze dell’ordine fino alla zona di Santa Marinella, dove possedeva una seconda casa. Gli inviati si sono dunque recati davanti a un’abitazione con la targa “Meneguzzi Orlandi”, sulla quale il numero civico 15 compare solo sulla cassetta della posta.

Nella relazione dei carabinieri, tuttavia, si affermava che il numero civico non era stato trovato. In quella casa trascorreva le vacanze anche Emanuela, insieme agli zii e ai cugini.

Gli inviati hanno verificato con gli attuali inquilini che l’indirizzo corrispondesse effettivamente al civico 15. Nel servizio è stata mostrata anche una maiolica di 40 anni prima con i numeri incisi, ancora conservata ed esibita in studio da Giletti.

“Una storia molto strana e molto curiosa”, ha commentato il conduttore, mostrando nuovamente il documento dei servizi segreti che attestava il pedinamento di Mario. In chiusura di trasmissione è stato ricordato l’episodio delle presunte attenzioni che lo zio Mario avrebbe rivolto alla fine degli anni ’70 a Natalina, sorella maggiore di Emanuela. Accuse che tuttavia sono già state smentite dalla diretta interessata in una conferenza stampa del luglio 2023.