Oggi, mercoledì 26 novembre a Olimpia, in Grecia, verrà accesa la fiamma olimpica. Subito dopo, il simbolo dei Giochi inizierà una staffetta della durata di due mesi, che la condurrà in diverse località della penisola ellenica e poi in trecento comuni italiani, per un totale di dodicimila chilometri percorsi, fino ad arrivare a Milano, il 5 febbraio.
Il giorno seguente, nel corso della cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici invernali, accenderà i bracieri (uno nel capoluogo lombardo, l’altro a Cortina). Questi resteranno sempre in attività per tutta la durata della manifestazione sportiva.
Quest’anno la cerimonia di accensione della fiamma olimpica non si svolgerà alla luce del sole
Di norma, l’evento si svolge nell’area archeologica di Olimpia, in un rituale che coinvolge anche attrici vestite da sacerdotesse. La cerimonia dovrebbe svolgersi all’aperto, per chiedere aiuto al dio Apollo, e per fare in modo che siano proprio i raggi del sole, concentrati sulla torcia attraverso uno specchio concavo, ad accendere la fiamma. Quest’anno, però, le condizioni meteorologiche sembrano sfavorevoli, e gli organizzatori hanno spostato tutto all’interno del museo archeologico della città.
La fiamma olimpica è una tradizione che si rifà ai Giochi dell’antica Grecia, in ricordo del fuoco sull’altare dedicato a Estia, la dea della casa e del focolare. Solo l’elemento del braciere, tuttavia, trova riscontro nelle testimonianze storiche. La torcia fu reintrodotta ad Amsterdam nel 1928, mentre la staffetta risale alle Olimpiadi di Berlino del 1936, nella Germania nazista.
Federica Checchia





