Il Perù ha dichiarato ieri lo stato di emergenza al confine con il Cile e ha annunciato l’invio di militari per rafforzare i controlli, temendo un’ondata di migranti in fuga dalla possibile elezione di un presidente di estrema destra in Cile. La misura sarà applicata nella regione di Tacna (nel sud del Perù) per 60 giorni, in previsione della possibile vittoria alle elezioni presidenziali del candidato cileno di estrema destra Jose Antonio Kast, che ha promesso di espellere i migranti privi di documenti.

Chi è Kast

José Antonio Kast, formatosi all’interno dell’Unión Demócrata Independiente (Udi), un movimento politico creato nel 1983 da Jaime Guzmán, principale teorico e consigliere della dittatura cilena, nonché artefice dei tratti centrali dell’istituzionalità del regime civico-militare, è, invece, il leader e fondatore del Partido Republicano, nato nel 2019. Ha come referenti internazionali Trump, Bolsonaro, Milei e Meloni, con la quale si è riunito a Roma nel settembre scorso. Alle precedenti elezioni presidenziali del 2021 si era presentato come il restauratore dell’ordine sovvertito dalle rivolte dell’ottobre 2019 e come il paladino di una battaglia culturale fondata sul conservatorismo cattolico, sulla famiglia tradizionale e sul rifiuto dell’aborto, oltre che su politiche di controllo dell’immigrazione, “mano dura” in materia di delinquenza, primato del libero mercato in tutte le aree dell’economia e dei servizi, abbassamento delle tasse e riduzione dell’intervento dello Stato.

Caos tra Cile e Perù

Gli abitanti delle città di confine settentrionali del Cile hanno segnalato un crescente caos, con folle di persone che avevano lasciato il Cile ma non avevano il permesso di entrare in Perù e che quindi si trovavano bloccate in un limbo.

Non esiste una cifra precisa di quante persone abbiano deciso di lasciare il Cile, nonostante le minacce di deportazioni di massa di Kast. Gli avvocati specializzati in immigrazione descrivono la situazione come una crescente xenofobia nel paese sudamericano, che ospita 18,5 milioni di persone.

Kast (Cile) ha pubblicato un nuovo video in cui ribadisce il suo monito agli immigrati e sollecita Boric (Perù) a intervenire. Il ministro degli Esteri peruviano Hugo de Zela ha respinto le sue dichiarazioni, affermando che un candidato alla presidenza “non può parlare a nome del governo cileno”.

Alla domanda su come la campagna di Kast abbia influito sull’esodo dei migranti, il ministro della Sicurezza cileno Luis Cordero ha risposto che “la retorica a volte ha delle conseguenze”.