Esteri

Svolta storica in Cile, al ballottaggio vince Boric

Il neoeletto presidente del Cile, Gabriel Boric, si è impegnato a dare il meglio di sé per essere all’altezza della sfida che lo attende: in un colloquio video con il capo dello stato uscente, Sebastian Pinera, trasmesso dai media, il vincitore delle elezioni ha promesso di guidare il Paese da “presidente di tutti i cileni”.

“E’ un onore per me poter parlare con lei e in questo modo potermi rivolgere a tutti i cileni che ci stanno ascoltando, e voglio che lei sappia, e che lo sappia la gente, che darò il meglio di me per essere all’altezza di questa enorme sfida”, ha detto Boric al suo predecessore.

“Il nostro Paese dà il meglio di sé quando è unito davanti alle grandi sfide” ha sottolineato, e “questa sarà la mia linea di azione”. Il 35enne candidato della sinistra radicale ed ex leader studentesco Boric ha conquistato al ballottaggio di ieri il 56% dei voti contro il 44% circa del rivale, il candidato dell’estrema destra José Antonio Kast.

Gabriel Boric il candidato della sinistra radicale (ma non estrema, aveva sconfitto alle primarie della sinistra Daniel Jadue, il candidato del Partito comunista), deputato, storico leader dei movimenti studenteschi, si presentava con un programma fortemente ambientalista, puntando alla completa decarbonizzazione del Cile. A 35 anni è il più giovane candidato della storia delle Presidenziali del Cile. Si dichiara femminista e dice che da presidente il suo sarà “il primo governo Ecologista della storia del Cile”. Boric critica fortemente il neoliberismo e vuole rendere pubblico il sistema sanitario e quello pensionistico, oggi entrambi privati e decentralizzare i poteri dello Stato, devolvendo verso le regioni e le comunità locali con grande attenzione verso le popolazioni native.

Quando lo scrutinio aveva raggiunto il 92,12%, Boric aveva ottenuto oltre il 55% contro il 44% di Kast, con un vantaggio schiacciante di oltre undici punti che nessun sondaggio o analista aveva potuto prevedere. Secondo i dati ufficiali, l’affluenza è stata record per il Cile, superiore al 50%, equivalente ad oltre otto milioni di voti. È stata quindi grazie alla maggiore affluenza alle urne che si è imposto il progetto di cambiamento proposto dal giovane leader della coalizione Apruebo Dignidad, che a 36 anni sarà il prossimo 11 marzo 2022 il più giovane presidente della storia del Cile.

Prenderà vita il Governo più a sinistra dai tempi di Salvador Allende. Il Cile era a un bivio dopo aver premiato al primo turno i due estremismi: se si fosse imposta l’ultradestra di Kast, infatti, l’ombra di Augusto Pinochet si sarebbe materializzata sul Palazzo della Moneda.

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