Negli ultimi due giorni, l’Ucraina ha attacccato e danneggiato due petroliere russe che navigavano nel Mar Nero. A colpirle sono stati dei droni marini, ovvero piccole imbarcazioni cariche d’esplosivo pilotate da remoto. Le due barche farebbero parte della cosiddetta “flotta fantasma” della Russia, alla quale appartenfono tutte quelle navi che aggirano le sanzioni europee e internazionali, trasportando petrolio in modo clandestino.

L’Ucraina attacca la Russia nel suo punto debole

Secondo molti, i raid ai danni delle petroliere sarebbero un tentativo da parte dell’esercito ucraino di dimostrare di essere in grado di mettere in difficoltà l’avversario, specialmente nel commercio del petrolio, uno dei settori più rilevanti per l’economia russa. Il governo di Vladimir Putin, infatti, utilizza gli introiti per continuare a finanziare l’invasione.

La società Caspian Pipeline Consortium, che gestisce l’omonimo oleodotto tra Russia e Kazakistan, ha fatto sapere di aver interrotto, almeno per il momento, le proprie spedizioni dal porto russo di Novorossiysk, nel Mar Nero. La decisione è arrivata a seguito dell’attacco, che ha danneggiato in modo significativo un punto di ormeggio. In nessuno dei tre interventi, tuttavia, vi sono stati morti o feriti.

Federica Checchia